Cucchi, depositate motivazioni della sentenza: morto di malnutrizione

La "causa mortis" per Stefano Cucchi è la "sindrome da inanizione". I giudici della Corte d'assise di Roma lo sottolineano nelle motivazioni della sentenza emessa il 5 giugno scorso con la quale sono stati condannati 6 medici per omicidio colposo e fatto cadere le accuse nei confronti di tre agenti della polizia penitenziaria e di 3 infermieri. Secondo i magistrati, che oggi hanno depositato il documento di 170 pagine, vale quanto accertato dai periti: «La sindrome di inanizione è in grado di fornire una spiegazione dell'elemento più appariscente e singolare del caso in esame e cioè l'impressionante dimagrimento cui è andato incontro Cucchi nel corso del suo ricovero» nel padiglione carcerario dell'ospedale "Sandro Pertini". Cucchi morì il 22 ottobre ad una settimana dal suo arresto per spaccio di sostanze stupefacenti. Secondo la corte non sono convincenti - spiegano - le conclusioni dei consulenti tecnici della parte civile per cui il decesso «si sarebbe verificato a causa delle lesioni vertebrali che, interessando terminazioni nervose, avrebbero dato origine ad una sintomatologia dolorosa e che, unitamente ad una "vescica neurologica", avrebbero ingenerato, con riflesso vagale, l'aritmia cardiaca» che si sarebbe a sua volta inserita casualmente nel determinismo della morte. «Anche questa tesi - spiegano i giudici - presta il fianco all'insuperabile rilievo che non vi è prova scientifico fattuale che le lesioni vertebrali in questione abbiano interessato terminazioni nervose». Quanto alle condotte dei militari che lo arrestarono, la Corte ammette che sia «legittimo il dubbio che Stefano Cucchi, arrestato con gli occhi lividi e che lamentava di avere dolore, fosse stato già malmenato dai carabinieri», ancora prima di essere consegnato la mattina del 16 ottobre 2009 agli agenti di polizia penitenziaria che lo portarono nelle celle sotterranee del tribunale di Roma in attesa della convalida del suo arresto per droga.

Fonte: TMNews

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