I vescovi che sono stati negligenti per quano riguarda abusi sessuali compiuti su minori saranno rimossi dal loro incarico. E' quanto prevede la Lettera Apostolica Motu Proprio di Papa Francesco. "Come una madre amorevole la Chiesa ama tutti i suoi figli,
L'ordine pubblico è inteso come garanzia di pace e tranquillità. In tal senso assume un valore di sicurezza collettiva.
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Abusi su minori, Papa Francesco: continuità su lotta come Ratzinger
Papa Francesco laverà piedi ai minorenni reclusi di Casal del Marmo
Il 28 marzo, giovedì santo, Papa Francesco celebrerà la "messa nella cena del Signore" all'istituto penale per minori di "Casal del Marmo". Il cardinale Agostino Casaroli faceva in quel carcere apostolato con i minori. "Il 28 marzo, Giovedì Santo - si legge in un comunicato della Santa Sede - il Santo Padre Francesco celebrerà al mattino nella Basilica di San Pietro la Messa Crismale, e al pomeriggio si recherà all'Istituto Penale per Minori di Casal del Marmo per la celebrazione della Messa nella Cena del Signore, alle ore 17.30. Com'è noto la Messa della Cena del Signore è caratterizzata dall'annuncio del Comandamento dell'amore e dal gesto della Lavanda dei piedi. Nel suo ministero come Arcivescovo di Buenos Aires, il cardinale Bergoglio usava celebrare tale Messa in un carcere o in un ospedale o in un ospizio per poveri o persone emarginate. Con la celebrazione a Casal del Marmo, il Papa Francesco continua tale uso, che dev'essere caratterizzato da un contesto di semplicità. Le altre celebrazioni della Settimana Santa si svolgeranno invece secondo l'uso abituale, come risulterà dalla Notificazione dell'Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche. Come si ricorderà, il Papa Benedetto XVI aveva visitato l'Istituto di Casal del Marmo il 18 marzo 2007, celebrandovi la Messa nella Cappella del 'Padre Misericordioso'".
Fonte: Vaticano
Via: TMNews
Palermo: rissa durante nozze in Cattedrale, lo sposo ci ripensa sull’altare
Lo sposo all'ultimo momento ci ripensa, dice di non volere più impalmare la fidanzata e scoppia un parapiglia in Cattedrale a Palermo, dove i parenti della ragazza si sono scagliati contro il 'renitente' e i suoi familiari. E' intervenuta la polizia per sedare la rissa e gli agenti hanno faticato a riportare la calma tra i due gruppi. Il sacerdote che era pronto a celebrare le nozze, placato il tumulto, ha avvicinato i nubendi e ha verificato la loro effettiva volontà di unirsi in matrimonio. Il colloquio con il sacerdote ha dissipato i dubbi manifestati dallo sposo poco prima del fatidico sì, e alla fine la coppia si è avvicinata all'altare per la celebrazione delle nozze, davanti al parentado visibilmente sconcertato dall'episodio. A Monopoli, nella Basilica Maria Santissima della Madia a settembre dello scorso anno, due che stavano per unirsi in matrimonio, nel momento fatidico, la sposa pronunciò il suo "Sì". Al suo turno, lo sposo però non rispose. E quando la domanda gli venne posta di nuovo disse "No". La scena fu descritta nei minimi particolari e la conferma arrivò anche dagli uffici della Curia. Il sacerdote Don Vincenzo, che in un primo momento fu additato come il celebrante del matrimonio più chiacchierato dell'anno smentì però categoricamente.
Fonte: AGI
Via: La Repubblica
Foto dal web
Fonte: AGI
Via: La Repubblica
Foto dal web
Catania: festa Sant'Agata finisce tra polemiche, un meccanico ferito
A causa del maltempo e della cera depositata nella strada, la curia catanese e le istituzioni locali hanno deciso di eliminare dal percorso della Santa, i due momenti conclusivi della festa di Sant'Agata, scatenando polemiche: la salita di San Giuliano e il canto delle suore
Firenze, aggressione a don Brogi: fermato 73enne pregiudicato
E' stato fermato questa notte il presunto responsabile dell'aggressione a don Paolo Brogi, segretario particolare dell'arcivescovo di Firenze, Giuseppe Betori, avvenuta il 4 novembre. Si tratta di Elso Baschini, un pregiudicato di 73 anni, originario di Udine ma da tempo residente a Firenze. Nella tarda mattinata di ieri era stato portato in Questura un amico del 73enne, ascoltato come testimone. Poi, verso le 14, gli agenti sono andati a prendere Baschini, perquisendo la sua abitazione. Gli interrogatori sono andati avanti per ore, alla presenza anche del pm titolare delle indagini, Giuseppina Mione; il procuratore capo Giuseppe Quattrocchi ha fatto ingresso negli uffici della Questura poco prima della mezzanotte. Il fermo di Baschini è scattato alle 3 di notte. Il 73enne aveva anche provato a cambiare look per non essere individuato, tingendosi i capelli. Il suo identikit era stato diffuso qualche giorno dopo i fatti, grazie alle testimonianze dell'arcivescovo e di don Brogi, gli unici ad averlo visto in faccia. Proprio giovedì scorso la polizia scientifica aveva ricostruito il 'film' dell'aggressione nello stesso luogo dell'agguato, alla presenza dei due religiosi. Ieri, la svolta, dopo un mese e mezzo di indagini condotte dalla squadra mobile fiorentina.
Firenze: spari in Curia, diffusi 2 identikit aggressore Betori - video
Proseguono le indagini sull'attentato di venerdì scorso in Curia a Firenze, quando un uomo ha sparato al segretario dell'arcivescovo, don Paolo Brogi, cercando anche di colpire monsignor Giuseppe Betori. L'identikit è stato disegnato da due specialisti, sulla base delle indicazioni fornite da don Brogi e monsignor Betori, gli unici ad aver visto in faccia l'uomo che ha sparato. Si tratta di un uomo con la barba bianca incolta, e un cappellino, tra i 60 e i 70 anni. "Sono quasi coincidenti", precisa Valeria Franzoni della Polizia scientifica, anche se il più attendibile sarebbe quello di don Paolo, ferito all'addome da un colpo di pistola. "Il vescovo ha un ricordo sicuramente meno tangibile, meno dettagliato, perché ha intravisto l'uomo solo per pochi secondi. Quindi ha fatto una ricostruzione solo in base a quel 'flash'. Chi è stato faccia a faccia con l'uomo - continua Franzoni - è stato sicuramente don Paolo". Distinzione fondamentale anche per la ricostruzione complessiva dell'episodio. Dalle analisi sul proiettile estratto dall’addome del prelato, si è ricavato che l’arma utilizzata era una pistola 7.65 Browning. La Questura ha fatto anche istituire un numero verde a cui far pervenire eventuali segnalazioni: 800-501233.
Via: TM News
Firenze: ferito segretario dell'arcivescovo, caccia a un clochard
Colpito da un proiettile all'addome don Paolo Brogi, segretario dell'arcivescovo di Firenze Giuseppe Betori. E' caccia a un clochard che avrebbe esploso il colpo di pistola dopo essere entrato nella sede della Curia. Il senzatetto avrebbe minacciato anche monsignor Giuseppe Betori senza esplodere colpi contro di lui. Secondo quanto ricostruito dalla polizia, l'aggressore è entrato dall'ingresso posteriore dell'arcivescovado, mentre l'auto di monsignor Betori entrava attraverso la porta del garage. Quando don Brogi è sceso dall'auto, il clochard ha chiesto di parlare con l'arcivescovo ma il segretario ha detto che in quel momento non era possibile. A quel punto il 70enne, pare in stato confusionale, ha esploso un colpo di pistola ferendo il segretario dell'arcivescovo, mentre monsignor Betori era ancora seduto nell'auto. A soccorrere don Paolo Brogi, centrato da un proiettile all'addome, sarebbe stato lo stesso arcivescovo. Il segretario è stato poi portato in ambulanza all'ospedale di Santa Maria Nuova: è in prognosi riservata e al momento risulta che non siano stati lesi gli organi vitali. Gli investigatori cercano un clochard sui 65-70 anni, con la barba incolta e un cappello di lana.
Via: Adnkronos
Halloween, festa di Coldiretti criticata dalla Curia bolognese
Una "festa di derivazione pagana che nei fatti si pone in alternativa a quella cristiana" di Ognissanti. Così l'Arcidiocesi di Bologna, guidata dal cardinale Carlo Caffarra, definisce Halloween. "Una brutta resa al relativismo dilagante". Anche
Licata, ritratto Madonna lacrima e sanguina: analizzato dai Ris
Il piccolo quadro della Madonnina che lacrimerebbe e sanguinerebbe, va sottoposto ad analisi accurate. La decisione è dell'arcivescovo di Agrigento, Francesco Montenegro che alcuni giorni fa ha ottenuto in custodia la piccola tela e stamane l'ha consegnata ai carabinieri del reparto Ris. Il quadro, posto al capezzale del letto in casa di una coppia di licatesi, è adesso adorato e venerato da centinaia di fedeli. Intanto Giuseppe e Giovanna Amato, proprietari del quadro, hanno chiesto che, nel caso in cui venisse accertato il miracolo, la figura raffigurante la Madonna e Gesù Bambino rimanga a Licata. La notizia s'è diffusa in un baleno e già la casa della coppia è diventata meta di pellegrinaggio continuo di fedeli che gridano al miracolo. Da qui la decisione di affidare la Madonnina all'arcivescovo. Il prelato, a sua volta, ha optato per la consegna alle forze dell'ordine: il quadro sarà analizzato dal reparto Ris di Messina. Secondo quanto raccontato dalla famiglia Amato, l'affresco avrebbe lacrimato per la prima volta la sera del 23 agosto, per poi sgorgare nuovamente sangue il 24 agosto e 26 agosto scorsi.
Via: Corriere del Mezzogiorno
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