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Roma, Papa Francesco incontrerà vescovi del Cile: luce su pedofilia

Papa Francesco incontrerà  i vescovi del Cile dal 15 al 17 maggio nell'auletta dell'Aula Paolo VI. Tre giorni di incontri a porte chiuse che nei quali il Papa esporrà le sue conclusioni dopo la missione in Cile su casi di pedofilia nel Paese e agli alti prelati chiederà conto

L'Aquila 4 anni dopo il sisma, Cialente: si è persa la speranza - video

Alle 3,32, i 309 rintocchi in memoria delle 309 vittime: notte di veglia e di preghiera all' Aquila in ricordo del tragico sisma del 6 aprile del 2009. A dare inizio alle celebrazioni, la fiaccolata alla quale hanno partecipato in 12mila. "Gesù Risorto, tu sai quali

Firenze: spari in Curia, diffusi 2 identikit aggressore Betori - video

Proseguono le indagini sull'attentato di venerdì scorso in Curia a Firenze, quando un uomo ha sparato al segretario dell'arcivescovo, don Paolo Brogi, cercando anche di colpire monsignor Giuseppe Betori. L'identikit è stato disegnato da due specialisti, sulla base delle indicazioni fornite da don Brogi e monsignor Betori, gli unici ad aver visto in faccia l'uomo che ha sparato. Si tratta di un uomo con la barba bianca incolta, e un cappellino, tra i 60 e i 70 anni. "Sono quasi coincidenti", precisa Valeria Franzoni della Polizia scientifica, anche se il più attendibile sarebbe quello di don Paolo, ferito all'addome da un colpo di pistola. "Il vescovo ha un ricordo sicuramente meno tangibile, meno dettagliato, perché ha intravisto l'uomo solo per pochi secondi. Quindi ha fatto una ricostruzione solo in base a quel 'flash'. Chi è stato faccia a faccia con l'uomo - continua Franzoni - è stato sicuramente don Paolo". Distinzione fondamentale anche per la ricostruzione complessiva dell'episodio. Dalle analisi sul proiettile estratto dall’addome del prelato, si è ricavato che l’arma utilizzata era una pistola 7.65 Browning. La Questura ha fatto anche istituire un numero verde a cui far pervenire eventuali segnalazioni: 800-501233.



Via: TM News

Firenze: ferito segretario dell'arcivescovo, caccia a un clochard

Colpito da un proiettile all'addome don Paolo Brogi, segretario dell'arcivescovo di Firenze Giuseppe Betori. E' caccia a un clochard che avrebbe esploso il colpo di pistola dopo essere entrato nella sede della Curia. Il senzatetto avrebbe minacciato anche monsignor Giuseppe Betori senza esplodere colpi contro di lui. Secondo quanto ricostruito dalla polizia, l'aggressore è entrato dall'ingresso posteriore dell'arcivescovado, mentre l'auto di monsignor Betori entrava attraverso la porta del garage. Quando don Brogi è sceso dall'auto, il clochard ha chiesto di parlare con l'arcivescovo ma il segretario ha detto che in quel momento non era possibile. A quel punto il 70enne, pare in stato confusionale, ha esploso un colpo di pistola ferendo il segretario dell'arcivescovo, mentre monsignor Betori era ancora seduto nell'auto. A soccorrere don Paolo Brogi, centrato da un proiettile all'addome, sarebbe stato lo stesso arcivescovo. Il segretario è stato poi portato in ambulanza all'ospedale di Santa Maria Nuova: è in prognosi riservata e al momento risulta che non siano stati lesi gli organi vitali. Gli investigatori cercano un clochard sui 65-70 anni, con la barba incolta e un cappello di lana.

Via: Adnkronos

Barletta: in migliaia per l'ultimo saluto alle cinque vittime del crollo

A Barletta l'ultimo saluto alla piccola Maria Cinquepalmi e alle operaie del maglificio Giovanna Sardaro, Matilde Doronzo, Antonella Zaza e Tina Ceci morte nel crollo della palazzina di tre piani in via Roma avvenuto lunedì scorso. "Non ci sono parole umane efficaci di consolazione ma di legittima richiesta di verità: di chi è la responsabilità del drammatico accaduto? Darà risposte solo un'indagine attenta della magistratura che già si è mossa'", ha detto l'arcivescovo di Trani-Barletta, Giovanbattista Pichierri, nell'omelia della messa. Molti cittadini presenti alle esequie hanno fatto sventolare cartelli con la scritta ''Verità e giustizia''. ''Muore chi fa il suo dovere per colpa di chi non l'ha fatto mai'', era invece il messaggio scritto su un lenzuolo esposto tra due balconi. Alle esequie ha partecipato il ministro alle Pari opportunità Mara Carfagna. Per rendere omaggio alle vittime c'erano le corone di fiori del presidente della Repubblica e del presidente del Consiglio. Numerose le autorità presenti oltre al ministro. Procede intanto l'inchiesta della Procura di Trani per disastro colposo e omicidio colposo plurimo. Si stanno verificando le segnalazioni che hanno preceduto il crollo circa la staticità del palazzo.

Via: Adnkronos
Foto: TgLa7

Dalla Chiesa, 29 anni fa la strage: restano zone d'ombra

Si celebra oggi a Palermo con una messa e la deposizione di una corona il 29esimo anniversario della strage di mafia con cui vennero uccisi il generale Carlo Alberto della Chiesa, la moglie, Emanuela Setti Carraro e l'agente di scorta Domenico Russo. Il sottosegretario all'Interno, Alfredo Mantovano, ha deposto una corona di fiori sotto la lapide che, in via Isidoro Carini, ricorda la strage. Erano presenti il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso, il prefetto Umberto Postiglione e il questore Nicola Zito, l'arcivescovo di Palermo, Paolo Romeo, magistrati e vertici della polizia di Stato a Palermo, dell'Arma dei carabinieri e della guardia di finanza. Nel delitto Dalla Chiesa, massacrato a colpi di kalashnikov mentre era in auto con la moglie, il ruolo esecutivo della mafia è ormai accertato da tempo. A distanza di 29 anni dall'eccidio, però, restano intatte le zone d'ombra e come sottolineano le sentenze la "coesistenza di specifici interessi - anche all'interno delle istituzioni - all'eliminazione del pericolo costituito dalla determinazione e dalla capacità del generale".

Fonti: ANSA | La Repubblica

Avviato il processo di canonizzazione per Rosario Livatino

È stato firmato dall'arcivescovo di Agrigento il decreto per l'avvio ufficiale del processo diocesano di canonizzazione di Rosario Livatino, il magistrato di Canicattì ucciso dalla mafia il 21 settembre 1990, a 38 anni, sulla SS 640 mentre si recava,

Pedofilia: Bagnasco, in Italia possibili coperture di abusi

Esiste ''la possibilita''' che anche in Italia preti pedofili abbiano goduto della copertura dei vescovi, come accaduto in altri paesi: lo ha ammesso il presidente dell'episcopato italiano, card. Angelo Bagnasco, rispondendo alle domande dei giornalisti, in una conferenza stampa a conclusione della 61/esima assemblea generale della Cei in Vaticano. ''C'e una possibilita''', ha detto: tuttavia, ''qualora ciò fosse accertato il giudizio della Chiesa è noto: è una cosa di per sè sbagliata e da superare''. ''La pedofilia è un peccato terrificante e un reato'', ha aggiunto, senza tuttavia essere in grado, per il momento, di fornire ulteriori dettagli sui procedimenti canonici aperti, negli ultimi dieci anni, nei confronti di un centinaio di preti sospettati di abusi su minori (su oltre 40 mila in servizio in Italia). Sara' il vescovo a decidere il modo di affrontare gli scandali: nessun modello, come certe iniziative tedesche, austriache o statunitensi, e' automaticamente trasferibile in altre realta', ha sintetizzato il porporato. In conferenza stampa, insieme al tema della pedofilia, sono tornati gli argomenti della prolusione e dell'Assemblea: il cardinale ha ribadito che occorre un particolare sostegno alle famiglie e alle piccole e medie imprese, a cui ''non arrivano sufficienti aiuti'', specie in questo momento di grave crisi economica. 

Via: ANSA