La Direzione investigativa antimafia di Palermo ha eseguito un decreto di sequestro e confisca, emesso dal Tribunale di Trapani - Sezione misure di prevenzione - su proposta del Direttore nazionale della Dia, nei confronti degli eredi del noto imprenditore Carmelo
L'ordine pubblico è inteso come garanzia di pace e tranquillità. In tal senso assume un valore di sicurezza collettiva.
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Palermo, confisca di beni per 1,5 mld a imprenditore vicino a mafia
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Giustizia: anticorruzione è legge, Camera approva con 280 sì - video
Il decreto anticorruzione è legge. Il testo è stato approvato alla Camera con 280 voti a favore, 53 contrari e 11 astenuti. Hanno votato contro Cinque Stelle e Forza Italia, mentre la Lega si è astenuta. Scatta subito l'orgoglio del governo, in particolare del ministro
Anticorruzione, primo sì a pene più severe e falso in bilancio - video
Il governo parla di un grande successo: il ddl contro la corruzione è stato approvato al Senato e torna alla Camera, mentre la politica e la cronaca ogni giorno raccontano casi di malaffare e spreco del denaro pubblico. La maggioranza ha tenuto al
Caserta: bancarotta fraudolenta, arrestati vertici della Firema - video
Per anni ha vinto importanti appalti e costruito locomotori e vagoni per la metro di Milano, di Torino, di Napoli e di Genova, treni per le Ferrovie nord e convogli per Trenitalia. Oggi, nonostante sia finita in amministrazione straordinaria, è ancora operativa. Ma la Firema, società con sede a Caserta specializzata nella costruzione di materiale rotabile per le ferrovie, è in dissesto finanziario. Colpa, secondo gli inquirenti, anche dell'amministratore delegato della società, Roberto Fiore, e del presidente, Gianfranco Fiore, ora entrambi ai domiciliari. I due, che sono accusati di bancarotta fraudolenta per distrazione attraverso falso in bilancio e altre operazioni contabili illecite, avrebbero piano piano "spolpato" l'azienda. Dalle indagini è emerso che i fratelli Fiore avrebbero effettuato, tra il 2004 e il 2007, una serie di prelievi in contanti, pari a 2 milioni dai conti correnti aziendali "con la giustificazione che erano state pagate tangenti" e una serie di operazioni illecite definite dagli inquirenti di "ingegneria finanziaria per un danno totale per l'azienda di 54 milioni di euro". Gaetano Salvatore, tenente colonnello della Guardia di Finanza: "Tutte operazioni per attingere al patrimonio della Firema che stava per andare in stato di dissesto". Provvedimenti restrittivi hanno riguardato anche altre 17 persone, a vario titolo chiamate a rispondere in concorso di diverse operazione illecite.
Inchiesta FonSai, sequestro beni per oltre 250 mln ai Ligresti - video
Alberghi di lusso, conti correnti, polizze assicurative e complessi immobiliari: valgono più di 250 milioni di euro i beni sequestrati dalla Guardia di finanza di Torino nell'ambito dell'indagine "Fischer Lange" che il 17 luglio scorso ha portato all'arresto della famiglia Ligresti e di alcuni ex top manager di Fondiaria Sai con le accuse di falso in bilancio aggravato e manipolazione del mercato. Il sequestro preventivo, disposto dal Gip del tribunale di Torino Silvia Salvadori, è scattato dopo gli ulteriori accertamenti della Guardia di finanza, coordinati dalla Procura: i finanzieri stimano che i reati citati abbiano generato un profitto illecito di 251,6 milioni, riferibile a Fondiaria Sai, alla famiglia Ligresti e agli altri ex manager arrestati. Tra i beni sequestrati ci sono il comprensorio milanese dove risiede la famiglia Ligresti e alcuni alberghi della catena Atahotels, come il Principi di Piemonte di Torino, il Grand Hotel Fiera Milano del capoluogo lombardo, il complesso turistico di Taormina Naxos Beach e il Golf Hotel Campiglio nel cuore delle Dolomiti. Le operazioni hanno coinvolto 25 province in tutta Italia. Bloccati anche conti bancari e postali, nonché numerose polizze assicurative, per circa 10 milioni di euro, in particolare sette conti correnti e le quote di due società fiduciarie intestate a Paolo Ligresti, per cui era stato spiccato un mandato di arresto, ma diventato pochi giorni prima cittadino svizzero e formalmente latitante.
Via: TMNews
Foto dal video
FonSai/ Ligresti in arresto, pm Torino: emerge spaccato inquietante
"Uno spaccato inquietante", quello emerso dall'indagine della Procura di Torino su Fonsai, per usare le parole del procuratore aggiunto Vittorio Nessi, la cui inchiesta ha portato nei giorni scorsi all'arresto di quasi tutta la famiglia Ligresti. Salvatore Ligresti, l'ingegnere di Paternò torna agli arresti, questa volta domiciliari, a 20 anni da Tangentopoli, mentre le figlie Giulia e Jonella sono state tradotte in carcere. Latitante invece, a quanto si apprende in Svizzera, il terzo figlio del patron di Fonsai, Paolo. Le custodie cautelari spiccate mercoledì hanno riguardato tuttavia sette persone in tutto e quindi anche i top manager del gruppo: l'ex a.d., timoniere di lungo corso della compagnia assicurativa, Fausto Marchionni, agli arresti domiciliari in un'abitazione nel Cuneese, il suo successore Emanuele Erbetta, in carcere a Novara e il vicepresidente e componente del comitato esecutivo Antonio Talarico, ai domiciliari. Le ipotesi di reato riguardano falso in bilancio, false comunicazioni sociali, aggravate dal danno creato a 12 mila piccoli azionisti, e aggiotaggio informativo. Al centro dell'indagine su Fonsai scattata nell'agosto 2012 e i suoi azionisti, l'occultamento di un buco da 600 milioni creato nella riserva sinistri che ha liberato liquidità e ha consentito la distribuzione di dividendi innanzituto ai soci di riferimento. Nel mirino della procura anche le operazioni immobiliari infragruppo.
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