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Allenatore adescava ragazzine: era già stato in carcere per pedofilia

Adescava giovani ragazze su Internet nascondendosi dietro falsi profili creati su Facebook, Messenger e Netlog, presentandosi come un ragazzo 15enne. L'uomo arrestato si chiama Gianluca Mascherpa, di 49 anni. E' un pregiudicato per reati di pedopornografia originario della Puglia ma residente da tempo a Milano, dove viveva a casa della madre. Nei suoi confronti l'accusa è di violenza sessuale aggravata per una serie di contatti online che manteneva con delle ragazzine tra gli 11 e i 15 anni e per alcuni adescamenti emersi nel corso delle indagini che aveva in corso con almeno due delle sue allieve dell'associazione di pallavolo. Sono state le segnalazioni arrivate dai genitori al presidente della società sportiva a far scattate le indagini. A tradirlo l'abitudine di controllare i suoi profili sui social network con lo smartphone. L'uomo era stato arrestato nel 2005 in seguito a un'indagine della Procura di Firenze che aveva accertato rapporti sessuali a pagamento con bambini 'venduti' dai genitori, e che assistevano anche agli incontri. Era stato scarcerato nel 2010 dopo essere stato colpito da una condanna per un cumulo di pene nel 2005 e nell'ultimo anno allenava la squadra di pallavolo femminile minorile.

Via: Blitz Quotidiano

Usava Facebook per ricatti hot, chiesta condanna per 19enne

Uno studente di 19 anni, contattava via Messenger e via Facebook ragazzine adolescenti e da 15 era riuscito a ottenere fotografie e video a luci rosse. Poi avrebbe minacciato una 14enne di divulgare i file se non avesse avuto un rapporto sessuale con lui. Ora per il ragazzo, C. L. P. posto agli arresti domiciliari lo scorso agosto per tentata violenza sessuale e produzione di materiale pedopornografico, è arrivata la richiesta di condanna a 2 anni e mezzo di reclusione. La richiesta è stata formulata dal pubblico ministero Giovanni Polizzi al giudice per l'udienza preliminare Elisabetta Meyer davanti al quale è in corso il procedimento con rito abbreviato, che in caso di condanna concede lo sconto di un terzo della pena. Nel quantificare la pena, il pm ha tenuto conto del fatto che il 19enne ha confessato tutto, che ha risarcito l'unica delle tre vittime identificate che si è costituita parte civile, e della sua giovane età. Il gup emetterà la sentenza l'8 febbraio. L'inchiesta è partita proprio dalla denuncia della 14enne, residente a Milano. Oltre alla denunciante, due ragazzine di 13 e 15 anni che però non si sono costituite contro lo studente.

Via: LEGGO