I giudici della Corte d'Assise di Bergamo hanno condannato Massimo Bossetti, imputato per l'omicidio della tredicenne Yara Gambirasio, alla pena dell'ergastolo. La sentenza è arrivata dopo oltre 10 ore di camera di consiglio. A Bossetti, che
L'ordine pubblico è inteso come garanzia di pace e tranquillità. In tal senso assume un valore di sicurezza collettiva.
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Palermo: neonato massacrato e ridotto in fin di vita, indagati genitori
Un neonato di tre mesi è ricoverato in gravissime condizioni nel reparto di rianimazione dell'ospedale pediatrico "Di Cristina" di Palermo, con fratture alle gambe e alle braccia, ma anche sulla testa. Per i medici il bimbo sarebbe stato picchiato selvaggiamente, ecco perché la Procura ha iscritto nel registro degli indagati per tentato omicidio sia la madre che il padre, una coppia di ventenni. I due hanno portato il bimbo lo scorso 14 agosto, con fratture e altre lesioni gravi, in ospedale sostenendo che il piccolo sarebbe caduto gattonando. Il piccolo rischia di perdere la vista e l'udito. Sul piccolo sono stati riscontrati anche segni di strangolamento. Le sue condizioni sono stabili, ma i medici hanno rilevato danni neurologici per i quali è ancora necessario che rimanga ricoverato. Il neonato quando verrà dimesso dovrà ricorrere alle cure di una struttura attrezzato con un supporto infermieristico adeguato. Il Tribunale dei minori ha tolto anche la patria potestà ai genitori ed ha inserito il neonato nella lista dei bambini da adottare. Il padre e la madre sono entrambi disoccupati. La donna ha raccontato ai carabinieri di essere "depressa". Spesso è mio marito ad occuparsi di nostro figlio, ma anche lui soffre di depressione e forse per farlo stare zitto lo ha picchiato", ha detto ai militari. I due sono stati sottoposti ad un prelievo di sangue ma dagli esami non risulta nessuna assunzione di alcol e droghe. I medici hanno anche accertato che pure in passato il neonato sarebbe stato picchiato. Lo dimostrerebbero le fratture ormai ricomposte evidenziate dagli esami radiografici.
Fonte: Adnkronos
Via: TG Com
Foto dal web
Cogne, dissequestrata villa in cui fu ucciso il piccolo Samuele - video
E' stata dissequestrata sabato mattina alle 10 e riconsegnata a Stefano Lorenzi la villetta di Cogne (Aosta), dove il 30 gennaio 2002 venne assassinato il piccolo Samuele Lorenzi. Il dissequestro è stato disposto dalla terza sezione penale della Corte d'Appello di Torino ed è stato eseguito dai Carabinieri del nucleo investigativo del Gruppo di Aosta. Alla presenza di Stefano Lorenzi, marito di Anna Maria Franzoni, sono stati rimossi i sigilli alla villetta ed è stato effettuato un sopralluogo per verificare le condizioni dello stabile al suo interno. Al termine dei controlli la villetta è stata restituita al padre del piccolo Samuele. Il 5 settembre scorso l'omicidio del piccolo Samuele era tornato a fare notizia per la conferma del "no" ai domiciliari per Anna Maria Franzoni, condannata definitivamente a 16 anni per l'omicidio del figlio Sammy, deciso dal Tribunale di sorveglianza di Bologna, che ha respinto la richiesta dei domiciliari avanzata dalla difesa della donna per poter assistere uno dei figli. La decisione dei giudici è stata motivata con la decadenza della potestà genitoriale. Già a luglio scorso la Cassazione aveva negato alla Franzoni il diritto ai permessi premio, per almeno altri quattro anni, data la gravità del reato commesso e le regole fissate dall'Ordinamento penitenziario nei confronti dei detenuti pericolosi.
Fonte: Adnkronos
Via: Libero Quotidiano
Salvatore Parolisi condannato all'ergastolo per l'omicidio di Melania Rea
Il caporalmaggiore degli alpini, Salvatore Parolisi, è stato condannato all'ergastolo nel processo per l'omicidio della moglie, Melania Rea. Grazie al rito abbreviato, Parolisi dovrà scontare 30 anni di carcere. La sentenza è stata emessa dal gup di Teramo, Marina Tommolini, dopo circa quattro ore di camera di consiglio. Gli avvocati dell'imputato avevano chiesto l'assoluzione con formula piena. A Parolisi sono state comminate tutte le sanzioni accessorie, dall'interdizione perpetua dai pubblici uffici alla perdita della patria potestà genitoriale. Il caporalmaggiore è attualmente detenuto nel carcere Castrogno di Teramo. Nei confronti dell'uomo è stato disposto l'isolamento diurno. Per lui, inoltre, il gup Tommolini ha previsto un obbligo di risarcimento di un milione di euro. Parolisi era stato arrestato una prima volta a seguito di un provvedimento di custodia cautelare emesso il 18 luglio 2011, quando la competenza sulle indagini era ancora della Procura di Ascoli Piceno. Successivamente fu raggiunto, il 2 agosto dello stesso anno, da analoga misura restrittiva emessa dal gip di Teramo Giovanni Cirillo. "Non ha vinto nessuno", ha commentato con le lacrime agli occhi, il papà di Melania, Gennaro Rea. Parolisi non ha assistito alla lettura della sentenza.
Via: TG Com
Omicidio di Melania Rea, sospesa la patria potestà a Salvatore Parolisi
I giudici della Corte d'appello del tribunale per i minorenni di Napoli hanno stabilito la sospensione della patria potestà di Salvatore Parolisi fino all'esito del processo che vede il caporalmaggiore dell'esercito imputato per l'omicidio della moglie Melania Rea. Sono state inoltre modificate le visite della famiglia Parolisi alla piccola Vittoria. I familiari del caporalmaggiore, potranno vedere la bambina una volta a settimana. La bimba è attualmente affidata ai genitori di Melania. La famiglia di Melania Rea ha accolto con "serenità e soddisfazione" la decisione della Corte di Appello di Napoli. "Ho sentito la famiglia di Melania - ha detto all'Adnkronos l'avvocato Marco Capone - e sono soddisfatti perché questa decisione è un punto fermo che gli consentirà di prendersi cura della bambina con maggiore serenità". ''E' incomprensibile, se così è, è punitivo nei confronti non solo di Salvatore - ha detto all'Adnkronos Nicodemo Gentile, che difende il caporalmaggiore dell'esercito insieme al collega Walter Biscotti -, ma anche dei suoi familiari e della bambina che ha sempre vissuto in armonia sia con i nonni materni che paterni''.
Via: Adnkronos
Foto dal web
Omicidio Melania, Vittoria resta in affido provvisorio ai nonni materni
Vittoria, la figlia del caporal maggiore Salvatore Parolisi, accusato di avere ucciso la moglie Melania, resta in affido provvisorio ai nonni materni; lo ha deciso il Tribunale dei minorenni di Napoli che ha depositato l'ordinanza. Per quanto attiene alla potestà la decisione è stata rinviata al 27 aprile in quanto - ipotizzano gli avvocati della famiglia Rea - secondo i magistrati, al momento non sussistono gli elementi per esprimersi. Il tribunale ha stabilito anche che Parolisi potrà vedere la piccola che ha due anni una volta al mese in carcere. La richiesta di affidamento era stata avanzata dai genitori di Melania. Attualmente il caporal maggiore dell'Esercito è recluso a Teramo. Nell'udienza interlocutoria di venerdì anche la zia paterna della piccola, Franca Parolisi, sorella di Salvatore, si era proposta per l'affidamento ma i giudici non hanno accolto la sua richiesta. "Siamo molto soddisfatti per questo provvedimento che è un provvedimento di grande equilibrio e che afferma un grande principio di civiltà". Lo ha detto l'avvocato Nicodemo Gentile che insieme al collega Walter Biscotti difende Salvatore Parolisi. Si è intanto appreso che a Salvatore Parolisi è stato inoltre concesso di poter vedere la sorella Francesca tre volte la settimana.
Via: TG Com
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