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Agguato nel tarantino: tre morti, c'è anche bambino di 4 anni - video

Mai la criminalità pugliese si era spinta a tanto a uccidere una donna col proprio figlioletto di appena 4 anni. E' successo nella tardissima serata di ieri alla periferia di Palagiano, in un agguato che conta tre vittime. C'è anche un uomo, il compagno della donna, ma il bilancio avrebbe potuto essere addirittura più grave perché ci sono due bimbi illesi, altri due figli della donna di sei e sette anni per fortuna. Erano tutti a bordo di un'auto che stava percorrendo la statale 106 Jonica, la Taranto-Reggio Calabria che vedete alle mie spalle. Improvvisamente l'auto è stata affiancata da un'altra vettura con a bordo i sicari e costretta a fermarsi. A quel punto, dall'auto dei sicari è partito un numero impressionante di proiettili, una ventina, secondo i primi rilievi delle forze dell'ordine, che non hanno lasciato scampo alla donna che era alla guida, all'uomo e al bambino che l'uomo teneva in braccio. Mentre sono stati risparmiati, come dicevamo per fortuna, i due bambini di sei e sette anni che sedevano nella parte posteriore dell'auto. La dinamica è ancora in fase di ricostruzione, ma in linea di massima dovrebbe essere andata come abbiamo appena raccontato, più difficile risalire al movente. Probabile che l'obiettivo dei sicari fosse l'uomo che è un pregiudicato di 43 anni, Cosimo Orlando, in semilibertà. Ma c'è anche da dire che la donna era la vedova di un altro pregiudicato morto [...]


Fonte: SkyTg24
Foto dal video

Varsavia, 22 tifosi della Lazio rinchiusi a Bialoleka in attesa di giudizio

I 22 tifosi italiani, ai quali è stato confermato lo stato di fermo dopo gli incidenti in occasione di Legia Varsavia-Lazio di Europa league il 28 novembre scorso, sono da ieri in attesa di giudizio nel carcere di Bialoleka, presso Varsavia; alcuni di loro ha ricevuto Sabato le

Marò/ indagini affidate alla Nia, difesa: ricorso se rischio pena morte

Sarà la polizia antiterrorismo indiana (Nia) a condurre l'indagine sui due marò italiani per l'uccisione di due pescatori indiani nel febbraio 2012. La conferma è venuta dalla Corte suprema di New Delhi che ha lasciato al governo indiano la decisione su chi debba indagare, di fatto avallando la scelta dell'esecutivo di affidare il caso all'antiterrorismo. La difesa e il governo italiano avevano chiesto che a indagare fosse la polizia criminale (Cbi) che, a differenza della Nia, non potrebbe richiedere la pena di morte per Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. La Corte suprema ha però stabilito che non è sua responsabilità "decidere a quale agenzia debbano essere affidate le indagini" e che spetta al governo anche scegliere il tipo di normativa da applicare. Se il governo dovesse nuovamente invocare una legge del 2002 sulla sicurezza marittima (Sua Act) che prevede la pena di morte per atti di terrorismo o di pirateria coinvolgenti navi battenti la bandiera indiana, la difesa dei marò presenterà un nuovo ricorso, come aveva già fatto il 16 aprile. La pronuncia della Corte suprema, attesa per giovedì, era stata rinviata di 24 ore per l'assenza dall'aula del procuratore generale. E' stato anche confermato che i due fucilieri restano in libertà su cauzione e continueranno a risiedere nell'ambasciata italiana. L'Italia comunque punta a un'azione internazionale concertata e più ampia.

Via: AGI

Uno bianca: Occhipinti, condannato all'ergastolo chiede semilibertà

Marino Occhipinti, uno dei componenti della banda della Uno bianca che terrorizzò negli anni '90 l'Emilia Romagna, lasciando una scia di 24 morti, condannato all'ergastolo, ha chiesto la semilibertà. "Siamo sorpresi, sbalorditi. Non sapevamo niente", è il primo commento di Rosanna Zecchi, presidente dell'Associazione dei familiari delle vittime. La notizia si è appresa alla vigilia del 21esimo anniversario dell'eccidio del Pilastro del 4 gennaio 1991 quando i killer della banda, composta quasi interamente da poliziotti, uccisero tre giovani carabinieri di pattuglia, Andrea Moneta, Mauro Mitilini e Otello Stefanini. Occhipinti è stato condannato all'ergastolo per l'omicidio della guardia giurata Carlo Beccari, compiuto durante un assalto ad un furgone portavalori. L'ex poliziotto della squadra mobile del capoluogo emiliano è in carcere a Padova ed ha già usufruito nel 2010 di un permesso per partecipare alla Via Crucis. Sempre nel 2010 aveva chiesto scusa a Bologna per il dolore causato. Scuse respinte al mittente dai familiari delle vittime. Occhipinti è in carcere dal 1994 e quindi ha raggiunto già da tempo (con gli sconti maturati) i termini per fare domanda di semilibertà.

Via: TG Com
Foto: TG Com