Il tribunale speciale indiano, che si occupa del caso di omicidio di cui sono accusati Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, ha fissato una nuova udienza per il prossimo 31 luglio, dopo aver preso atto della sospensione del procedimento penale
L'ordine pubblico è inteso come garanzia di pace e tranquillità. In tal senso assume un valore di sicurezza collettiva.
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Marò: Corte Suprema accoglie ricorso, ma tempi si allungano - video
L'Italia chiede l'immediato rientro dei due marò. Così Palazzo Chigi dopo la decisione della Suprema Corte indiana di definire illegittima l'istanza presentata dai due fucilieri della Marina Massimiliano Latorre e Salvatore Girone lo scorso 6 marzo. La Corte ha ammesso il
Marò: niente legge antiterrorismo, tra due settimane udienza - video
Il governo indiano non applicherà la legge anti terrorismo al caso dei marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, i due fucilieri della Marina militare italiana trattenuti da due anni in India con l'accusa di aver ucciso due pescatori indiani. Dopo 26 rinvii è stata presa una decisione su uno dei punti più discussi del caso, l'applicazione o meno della legge anti pirateria che avrebbe previsto in caso di condanna anche la pena di morte. Contemporaneamente però Nuova Delhi ha anche chiesto che i capi d'accusa vengano formulati dalla polizia indiana, un'ipotesi a cui si è opposta la difesa dei due militari. La Corta ha dunque deciso di fissare una nuova udienza fra due settimane. "Le disposizioni del Sua Act non si applicano a questo caso". E' quanto si legge nell'affidavit presentato oggi dal Procuratore generale G.E. Vahavati alla Corte Suprema nell'udienza dedicata al caso dei marò di cui l'Ansa ha avuto una copia. In questo modo l'India prende atto del parere del ministero della Giustizia richiesto dopo le pressanti obiezioni dell'Italia e della comunità internazionale all'uso della legge antipirateria e terrorismo del 2002. "In seguito all'ordine di questa Corte datato 18 febbraio - si legge nel documento di sei paragrafi firmato dal sottosegretario del ministero degli Interni N.S. Bishit - presento questo affidavit per registrare l'opinione del ministero della Giustizia".
Fonte: TMNews
Via: ANSA
Immagini: Dailymotion
Marò: proposta imputazione per terrorismo, udienza rinviata - video
"E' inaccettabile l'imputazione proposta dalle autorità indiane. Uso del concetto di terrorismo è da rifiutare in toto. L'Italia e la Ue reagiranno". Il premier Enrico Letta ha affidato a Twitter la prima reazione alla decisione della Corte suprema di New Delhi,
Marò: Governo chiede rientro, Corte Suprema esamina richiesta
Domani lunedì la Corte suprema indiana esamina la petizione urgente depositata dal governo per chiedere che Salvatore Girone e Massimiliano Latorre possano rientrare in Italia in attesa del processo. L'udienza sarà probabilmente interlocutoria ma
Marò, su pena di morte governo indiano deciderà in 2-3 giorni - video
Si complica la situazione per i due marò italiani. Il governo indiano non ha ancora deciso se consentire alla Nia, la polizia investigativa indiana, di procedere contro Salvatore Girone e Massimiliano Latorre in base al "Sua Act", la speciale legge marittima che prevede la pena di morte in caso di omicidio, ma lo farà "in due o tre giorni". Lo ha reso noto il ministro dell'Interno indiano, Sushil Kumar Shinde, all'indomani del vertice di governo proprio sulla delicata questione. La Sua act è una legge antiterrorismo che consente alla polizia indiana di estendere le sue azioni oltre le acque territoriali indiane. Secondo indiscrezioni di stampa, la Nia potrebbe chiedere la pena di morte ma poi potrebbe rinunciarci, chiamando in causa l'impegno del governo indiano con l'Italia a non applicarla. I due soldati sono accusati di aver ucciso due pescatori indiani nel corso di un azione anti-pirateria. Secondo l'Hindustan Times Girone e Latorre potrebbero dovere affrontare un processo in base ad accuse che prevedono la pena di morte. Soltanto ieri l'India aveva assicurato all'Italia che la vicenda dei marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone "non rientra nei casi in cui si può applicare la pena di morte". A dichiararlo era stato il ministro degli Esteri di New Delhi, Salman Khurshid, rivolgendosi al collega degli Interni, Sushil Kumar Shinde, come riferisce la tv Cnn-Ibn.
Fonte: TMNews
Via: TGCom
Foto dal video
Stampa indiana su caso marò: accusa prevede pena di morte - video
La vicenda dei due marò italiani, incarcerati in India con l'accusa di avere ucciso dei pescatori al largo delle coste del Kerala, sembra non avere mai fine. Secondo quanto scrive il quotidiano Hindustan Times, infatti, l'Agenzia nazionale di investigazione indiana avrebbe "consigliato" di perseguire Massimiliano Latorre e Salvatore Girone in base a una legge che prevede anche la pena di morte. Una doccia fredda, che, benché sia solo a livello di "consiglio" e la decisione spetti comunque a un giudice, riporta indietro l'orologio della vicenda a diversi mesi fa, prima che le stesse autorità indiane garantissero al governo di Mario Monti che per i due marò non sarebbe stata presa in considerazione la pena capitale. Ora la partita diplomatica, che già ha suscitato molte polemiche anche in Italia, si riapre e ancora non se ne vede una possibile conclusione. Gli investigatori avrebbero presentato lunedì al ministero degli Interni un rapporto in cui si chiede di perseguire i due militari in base al "Sua Act", che reprime la pirateria marittima con la pena di morte. Il portavoce Syed Akbaruddin afferma che la posizione del governo indiano non è cambiata. "Il caso non rientra tra quelli che sono punibili con la pena di morte", ha ribadito durante una conferenza stampa. "Posso rinviare alla posizione espressa chiaramente dal ministro degli Esteri Salman Khurshid il 22 marzo in Parlamento".
Marò/ indagini affidate alla Nia, difesa: ricorso se rischio pena morte
Sarà la polizia antiterrorismo indiana (Nia) a condurre l'indagine sui due marò italiani per l'uccisione di due pescatori indiani nel febbraio 2012. La conferma è venuta dalla Corte suprema di New Delhi che ha lasciato al governo indiano la decisione su chi debba indagare, di fatto avallando la scelta dell'esecutivo di affidare il caso all'antiterrorismo. La difesa e il governo italiano avevano chiesto che a indagare fosse la polizia criminale (Cbi) che, a differenza della Nia, non potrebbe richiedere la pena di morte per Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. La Corte suprema ha però stabilito che non è sua responsabilità "decidere a quale agenzia debbano essere affidate le indagini" e che spetta al governo anche scegliere il tipo di normativa da applicare. Se il governo dovesse nuovamente invocare una legge del 2002 sulla sicurezza marittima (Sua Act) che prevede la pena di morte per atti di terrorismo o di pirateria coinvolgenti navi battenti la bandiera indiana, la difesa dei marò presenterà un nuovo ricorso, come aveva già fatto il 16 aprile. La pronuncia della Corte suprema, attesa per giovedì, era stata rinviata di 24 ore per l'assenza dall'aula del procuratore generale. E' stato anche confermato che i due fucilieri restano in libertà su cauzione e continueranno a risiedere nell'ambasciata italiana. L'Italia comunque punta a un'azione internazionale concertata e più ampia.
Via: AGI
Via: AGI
India/ al via esame processo marò, difesa: Kerala non ha diritti sul caso
La Corte Suprema indiana ha cominciato oggi ad esaminare a New Delhi un ricorso presentato dall'Italia per invalidare il processo istruito nello Stato indiano del Kerala contro i marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. Lo ha constatato l'ANSA nella capitale indiana. In presenza di una delegazione italiana guidata dall' ambasciatore Giacomo Sanfelice, il presidente del tribunale n.2 della Corte, Altamar Kabir, ha dato la parola all'avvocato difensore dei marò, Harish Salve, il quale ha illustrato per oltre tre ore i principi generali di esercizio della sovranità e di giurisdizione in base ai quali le autorità del Kerala non avevano il diritto di intervenire nella vicenda. Dopo aver ricordato che l'incidente fra la petroliera Enrica Lexie e il peschereccio St. Anthony è avvenuto a circa 20 miglia nautiche dalla costa, e quindi non in acque territoriali indiane, ma in quelle contigue, Salve ha insistito molto sul ruolo dei fucilieri di marina presenti sulla nave. Durante l'udienza del 30 maggio i rappresentanti legali dello Stato del Kerala avevano accettato di rinunciare ad utilizzare per l'accusa nei loro confronti gli argomenti contenuti nella cosiddetta Sua Act, nota anche come "Convenzione Lauro" per il contrasto del terrorismo internazionale.
Via: ANSA
Foto dal web
Marò, Corte Kerala concede libertà su cauzione e ritira accusa terrorismo
La Corte Suprema del Kerala ha accolto la richiesta di liberà su cauzione formulata dai legali dei due fucilieri di Marina italiani Massimiliano Latorre e Salvatore Girone accusati di avere ucciso due pescatori indiani. Lo riferisce la stampa locale. La Corte ha chiesto per i due militari un deposito di 10 milioni di rupie. Inoltre, è stato chiesto a due cittadini indiani di farsi garanti per la loro libertà. Poco prima il governo del Kerala aveva informato la Corte Suprema di Kochi di voler rinunciare, nei confronti dei due marò, alle accuse richiamate nella Sua Act. Tra le misure imposte dall'Alta Corte del Kerala c'è la consegna dei loro passaporti e il divieto di lasciare la città di Kochi. "La Corte ha concesso la libertà imponendo condizioni stringenti, compreso il versamento di una cauzione di 10 milioni di rupie a testa (143mila euro)", ha commentato ai giornalisti C Unnikrishnan, avvocato dei pescatori che, secondo l'accusa, sarebbero stati uccisi da Latorre e Girone. I due militari, ha aggiunto il legale, "dovranno anche fare rapporto alla polizia ogni giorno. Sono condizioni - ha spiegato - imposte per garantire la loro presenza al processo".
Via: Adnkronos
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