Una catena di sangue e di violenza che non sembra avere fine. A pochi giorni dai tragici episodi di Avola e di Verona, si scopre che il 30% degli omicidi commessi in un anno in Italia ha come vittime proprio le donne. E' quanto emerge dai dati diffusi in occasione della tradizionale conferenza stampa del ministro dell'Interno Angelino Alfano. Uccise da mariti, ex fidanzati, spasimanti; vittime di rapinatori o di uomini semplicemente violenti, anche per motivi futili o semplicemente perchè donne. Per cercare di arginare questo fenomeno, si punta sull'introduzione di norme ad hoc come quella sullo stalking e sul femminicidio. Dall'entrata in vigore della legge sullo stalking sono state 38.142 le denunce presentate, di cui 9.116 dal primo agosto del 2012 al 31 luglio del 2013. A denunciare nel 77% dei casi sono le donne, ma spesso la denuncia non è bastata a fermare la mano del loro carnefice. Ma oltre la violenza, la morte, il fatto di cronaca, i titoli e i numeri della mattanza, c'è un seguito molto incerto: che fine fanno i figli delle vittime? Spesso testimoni della tragedia, segnati a vita dal lutto e dall'esperienza stessa della violenza più estrema. L'ultima storia è quella di Avola: Antonella Russo, 48 anni, ha avuto appena il tempo di lasciare il figlio piccolo che teneva in braccio.
L'ordine pubblico è inteso come garanzia di pace e tranquillità. In tal senso assume un valore di sicurezza collettiva.
Terremoto: sisma magnitudo 3.6 in Lunigiana, paura tra popolazione
Una scossa di terremoto di magnitudo 3.6 ha interessato alle 00:18 il distretto sismico delle Alpi Apuane. La scossa, registrata dagli strumenti dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), ha avuto epicentro tra le province di Massa e Carrara e Lucca, è stata
Inferno Egitto, bagno di sangue e guerra di cifre sulle vittime - video
La tensione in Egitto sfocia in un bagno di sangue che sembra l'anticamera di una vera e propria guerra civile. La polizia ha infatti affrontato con le armi i presidi dei sostenitori del presidente deposto Mohammed Morsi ed è stata una strage. La presidenza
Trento: uccisa con due coltellate al cuore, avvocato confessa - video
Non era nel bagagliaio, come riferito in un primo momento, il corpo di Lucia Bellucci, la 31enne marchigiana di Pergola, trovata morta nella Bmw dell'ex fidanzato parcheggiata nel garage della madre di lui a Verona. Il corpo era adagiato sul sedile davanti del passeggero, coperto da un telo. Lucia Bellucci era scomparsa da Pinzolo (Trento) da venerdì scorso. La morte, secondo quanto accertato finora, è stata causata da due coltellate, una andata dritta al cuore. Arrestato l'ex fidanzato, un avvocato veronese, Vittorio Ciccolini, 45 anni, individuato a Verona dai carabinieri e fermato dopo un breve tentativo di fuga. L'uomo ha confessato l'omicidio. L'avvocato nell'interrogatorio davanti al magistrato ha fatto "un'ampia confessione", fornendo agli inquirenti elementi per ricostruire le fasi dell'omicidio e la fuga verso Verona. I due avevano avuto una relazione durata due anni, poi la rottura che l'avvocato non aveva mai accettato, tormentando la Bellucci, tanto che lei l'aveva denunciato alla Procura di Trento per stalking. Infine la fatale cena di venerdì sera in Trentino e la scomparsa della coppia con il tragico epilogo. Lucia Bellucci è stata uccisa con due coltellate, il suo corpo nel garage della madre di Ciccolini. Secondo quanto riferito dagli inquirenti, l'uomo avrebbe lasciato alcuni biglietti nel suo studio in cui ci sono richieste di perdono. A sentire amici e colleghi, Vittorio Ciccolini, il presunto omicida di Lucia Bellucci, è una persona insospettabile.
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