"Abbiamo individuato l'esplosione interna come causa della caduta dell'aereo: la questione se la bomba era collocata col timer, se era una bomba al plastico, se era addittura un kamikaze, questo non lo abbiamo indagato, perche' non era nei quesiti delle perizie". Aurelio
Misiti, presidente della Commissione dell'inchiesta tecnica sulla strage di Ustica, attiva tra il '90 e il '94 a La Sapienza di Roma, ha spiegato ieri mattina a Bologna, in occasione della conferenza stampa promossa da Giovanardi e della successiva visita al Museo della Memoria di Via Saliceto, le cause tecniche della strage di Ustica. Lo ha fatto davanti alla carlinga del Dc 9 dell'Itavia ricostruita nel museo con la maggioranza dei pezzi recuperati negli anni nei mari di Ustica. Evidenze e domande senza riposta, che esulano dalle questioni tecniche e che vengono fatte notare da alcuni parenti delle vittime presenti al sopralluogo, come il fatto che l'areo quel giorno fosse partito con due ore di ritardo. L'esplosione, secondo la perizia, e' avvenuta nella toilette di coda dell'aereo: in prossimita' della zona, si vede un grande squarcio, lo stesso dal quale furono risucchiati nel vuoto alcuni passeggeri che si trovavano seduti nelle vicinanze, poi ritrovati in mare a una decina di chilometri di distanza.
Via: AGI

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