Un detenuto romeno di 38 anni, Popo Virgil Cristria, è morto domenica mattina all'ospedale Vito Fazzi di Lecce dopo uno sciopero della fame durato circa 50 giorni. L'uomo era in carcere a Lecce per espiare una condanna per estorsione e rapina. Sarebbe uscito nel 2018.
Era arrivato in Puglia da altri istituti in seguito a presunti atti di violenza nei confronti di agenti della polizia penitenziaria e di personale sanitario. Secondo quanto riferisce il sindacato della penitenziaria Sappe-Puglia, il romeno nelle ultime settimane era stato ricoverato nel reparto di Infermeria del carcere di Lecce per le sue precarie condizioni di salute. Ha rifiutato il trattamento sanitario obbligatorio e il 10 maggio è stato portato all'ospedale Fazzi, dove ieri è morto. Lo sciopero della fame sarebbe iniziato dopo aver avuto cattive notizie dall'avvocato sulla sua vicenda giudiziaria. Il Sappe denuncia "la situazione carceraria nella regione Puglia, che è la più affollata d'Italia: ci sono oltre 4.500 detenuti a fronte di 2.300 posti". La Procura di Lecce intanto ha aperto un'inchiesta sulla morte del bulgaro, un atto dovuto per valutare l'operato dell'amministrazione penitenziaria.
Era arrivato in Puglia da altri istituti in seguito a presunti atti di violenza nei confronti di agenti della polizia penitenziaria e di personale sanitario. Secondo quanto riferisce il sindacato della penitenziaria Sappe-Puglia, il romeno nelle ultime settimane era stato ricoverato nel reparto di Infermeria del carcere di Lecce per le sue precarie condizioni di salute. Ha rifiutato il trattamento sanitario obbligatorio e il 10 maggio è stato portato all'ospedale Fazzi, dove ieri è morto. Lo sciopero della fame sarebbe iniziato dopo aver avuto cattive notizie dall'avvocato sulla sua vicenda giudiziaria. Il Sappe denuncia "la situazione carceraria nella regione Puglia, che è la più affollata d'Italia: ci sono oltre 4.500 detenuti a fronte di 2.300 posti". La Procura di Lecce intanto ha aperto un'inchiesta sulla morte del bulgaro, un atto dovuto per valutare l'operato dell'amministrazione penitenziaria.
Via: TMNews

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