Caso Moro: lo Stato sapeva, indagato per calunnia ex sottufficiale Gdf

Un ex sottufficiale della Gdf, Giovanni Ladu, è indagato per calunnia per aver falsamente accusato i vertici istituzionali dell'epoca di non aver voluto liberare Aldo Moro pur conoscendo il luogo dove era tenuto prigioniero dalle Br. Secondo l'accusa, il 56enne ex sottufficiale si sarebbe "ispirato" ad alcuni articoli e pubblicazioni sulla vicenda Moro per predisporre una memoria con false notizie. In tutto tre pagine dattiloscritte che sono state consegnate alla magistratura di Novara e anche al giudice Ferdinando Imposimato, che aveva da poco pubblicato il libro "Doveva morire. Chi ha ucciso Aldo Moro. Il giudice dell'inchiesta racconta". I carabinieri del Ros, apprende l'ANSA, hanno effettuato una perquisizione nei suo confronti. Ladu, 56 anni, nato a Carbonia (Cagliari), ex brigadiere della Guardia di finanza in servizio a Novara, dove risiede, in più denunce, documenti e dichiarazioni rese all'autorità giudiziaria, anche utilizzando il falso nome di Oscar Puddu, ha sostenuto che nel periodo aprile-maggio 1978, mentre da pochi giorni aveva cominciato il servizio di leva obbligatorio, era stato impiegato a Roma in via Montalcini in "servizi di controllo e vigilanza" dello stabile dove sarebbe stato prigioniero Moro. In questa veste avrebbe appreso che, nel piano sovrastante l'appartamento in cui lo statista era segregato, c'erano apparati dei servizi segreti militari che stavano intercettando le conversazioni tra Moro e i suoi carcerieri. Di tutto ciò sarebbero stati al corrente i vertici dello Stato, che però avrebbero deciso di non intervenire, lasciando deliberatamente uccidere l'ostaggio. Le indagini della procura di Roma, affidate ai carabinieri del Ros, hanno però accertato che le circostanze riferite sono false.

Via: ANSA
Foto dal web

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