Un assistente capo della polizia penitenziaria del carcere catanese di Bicocca, M. M. è stato sottoposto dai carabinieri agli arresti domiciliari con l'accusa di corruzione continuata e detenzione a fine di spaccio di sostanza stupefacente del tipo marijuana e cocaina,
L'ordine pubblico è inteso come garanzia di pace e tranquillità. In tal senso assume un valore di sicurezza collettiva.
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Agenti custodia a servizio detenuti a Catania, un arresto e 4 indagati
Messina: furti in casa e droga, agente custodia tra 9 arrestati - video
Furti in abitazioni, droga, armi, attività diversificate per aumentare il business. Non si faceva mancare nulla la banda di malviventi che da tempo a Messina faceva razzia in appartamenti e villette, ma spacciava pure droga persino dentro al carcere. Una vera e propria associazione a delinquere: 19 gli indagati, 9 le persone arrestate dalla Squadra Mobile. Tra loro anche un agente di polizia penitenziaria, Salvatore Cutrupia, che materialmente avrebbe introdotto cocaina e marjiuana in carcere intascando soldi in cambio, a cui viene contestato il reato di corruzione. La banda spesso firmava i colpi lasciando un biglietto nelle abitazioni svaligiate. "Alì Babà" il nome dell'operazione coordinata dalla Procura presso il Tribunale di Messina. "Abbiamo tolto dalla circolazione un banda criminale molto agguerrita, molto organizzata, professionalmente capace di effettuare furti in appartamenti con danni enormi per i proprietari". Gli arrestati sono accusati a vario titolo anche di detenzione di armi da fuoco: un fucile semiautomatico, una pistola calibro 9 con matricola abrasa e una 44 magnum. Sei componenti della banda sono finiti dietro le sbarre e a tre sono stati concessi i domiciliari. Le indagini, che si sono avvalse di intercettazioni e perquisizioni, hanno preso il via nel 2010 quando tre dei banditi vennero beccati sul fatto con la refurtiva. Sequestrata una piccola quantità di stupefacente.
Fonte: Antenna Sicilia
Foto dal video
Palermo: pacco bomba ad agente custodia, ma batterie si scaricano
Un pacco bomba è stato recapitato a un sovrintendente della polizia penitenziaria in servizio presso la casa circondariale di Pagliarelli a Palermo. Lo rende noto in un comunicato Mimmo Nicotra, segretario generale dell'Osapp, secondo cui "il pacco sarebbe stato inviato con messo postale già dai primi giorni di gennaio 2013 e tra il personale che l'ha ricevuto e l'ha custodito fino a pochi giorni fa non ha destato alcun sospetto perché nell'indicazione del mittente i mandanti avevano utilizzato la ragione sociale di un sindacato di polizia penitenziaria ed è per questo che sin dall'inizio, si è pensato probabilmente, che si trattasse dei soliti gadget che annualmente si distribuiscono al personale". Nicotra afferma che proprio a causa del lungo tempo trascorso tra la spedizione e l'apertura del pacco, le batterie del detonatore si sono scaricate e l'esplosione perciò non è avvenuta. "Questo episodio - afferma Nicotra - è di una gravità tale che, prima che in sicilia si torni indietro di decenni, lo stato deve porre in essere immediati correttivi al sistema penitenziario prevedendo da subito l'incremento di personale di polizia penitenziaria ed un progressivo sfollamento delle strutture penitenziarie. Questa volta si può parlare fortunatamente di un pacco bomba inesploso ma fino a quando si potrà contare solo sulla buona sorte?".
Via: AGI
Foto dal web
Sappe, nuova aggressione ad agenti nel carcere di Benevento
Nella Casa circondariale di Benevento un detenuto ergastolano ha inscenato una violenta protesta nei confronti del personale in servizio, coinvolgendo anche altri detenuti e istigandoli alla rivolta. Lo rende noto la segreteria regionale della Campania del Sappe. ''L'intervento tempestivo del personale della Polizia Penitenziaria, pur se in numero ridottissimo e insufficiente - informa il Sappe - ha ripristinato con non poca fatica l'ordine e la sicurezza, evitando anche ulteriori gesti autolesionisti gia' messi in atto dallo stesso detenuto e riportando la calma tra gli altri, che avevano iniziato una rumorosa e pericolosa protesta''. ''Il personale che ha operato nell'Istituto di Benevento in un frangente di alta tensione e criticita' ha mostrato grandi doti professionali e ancora un gran senso di appartenenza ai compiti istituzionali del Corpo - sottolinea il sindacato - I Poliziotti Penitenziari di Benevento di sicuri sono fieri di essere, quali appartenenti alle forze dell'ordine, gli umili servitori dello Stato ma nutrono un convinto timore di divenire ben presto 'gli stupidi servitori di uno Stato assente' ?. Non puo' piu' continuare cosi'''.
Fonte: Adnkronos
Via: Libero News
Fonte: Adnkronos
Via: Libero News
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