Dopo quattro ore di camera di consiglio le Sezioni Unite penali della Corte di Cassazione emettono il verdetto: "Colpevoli, ma le pene vanno rideterminate". Si chiude quindi così, non completamente il processo Thyssenkrupp che vede confermate e ormai in via definitiva le condanne per i sei imputati, i dirigenti dell'acciaieria tedesca tra cui l'amministratore delegato, per il rogo che nel 2006 uccise sette operai nello stabilimento torinese. Ma per conoscere l'ammontare finale delle loro condanne bisognerà attendere ancora. La Suprema Corte ha infatti trasmesso gli atti del processo nuovamente alla Corte d'Assise d'Appello di Torino che dovrà rideterminare appunto le pene. Forse al ribasso, è quello che temono i parenti delle vittime che già in secondo grado avevano visto ridimensionare il reato ascritto agli imputati da omicidio volontario con dolo eventuale a omicidio colposo. E dicono: li hanno ammazzati di nuovo. "Sono stati condannati all'ergastolo che sono già al cimitero, hanno l'ergastolo i ragazzi, loro sono liberi. Dobbiamo rifare l'appello". "E noi adesso di nuovo dobbiamo aspettare che ci sia di nuovo l'appello e dobbiamo sperare che siano aumentati gli anni di galera e chissà magari glieli abbassano pure". Il procuratore generale Destro aveva d'altronde egli stesso chiesto nella sua requisitoria che la corte respingesse il ricorso della Procura di Torino [...]
L'ordine pubblico è inteso come garanzia di pace e tranquillità. In tal senso assume un valore di sicurezza collettiva.
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Rogo Thyssenkrupp: condanne ridotte in appello, rabbia dei familiari
Pena ridotta a 10 anni per l'amministratore delegato della Thyssenkrupp Harald Espenhahn al processo di secondo grado per il rogo alla Thyssenkrupp di Torino in cui il 6 dicembre 2007 morirono sette operai. Lo ha deciso la Corte d'Assise d'Appello di Torino, che ha riformato la sentenza di I grado che lo condannava a 16 anni e mezzo di reclusione e lo ha condannato a 10 anni per omicidio colposo, non confermando quindi la formula dell'omicidio volontario con dolo eventuale. Al termine della lettura della sentenza, le madri degli operai morti hanno urlato ''vergogna'', e poi ''non c'è giustizia, sono morti inutilmente''. I parenti hanno poi occupato la maxi Aula 1 del tribunale di Torino protestando contro la sentenza. Ridotte le pene anche per gli altri cinque imputati del processo: sette anni a Gerald Piregnitz e Marco Pucci, otto anni e 6 mesi per Raffaele Salerno, 8 anni a Cosimo Cafueri e 9 anni di carcere per Daniele Moroni. Per il pubblico ministero Raffaele Guariniello, "al di là del riconoscimento del dolo, resta una sentenza storica: quello che conta è che mai in Italia o nel mondo sono state date pene così alte per degli infortuni sul lavoro". La sentenza ha inoltre disposto il dissequestro della Linea 5 dello stabilimento di Torino dove era avvenuto il rogo la notte del 6 dicembre 2007, "disponendone la restituzione all'azienda".
Thyssen: chiesti 16 anni e mezzo per ad Herald Espenhahn
La condanna a 16 anni e mezzo dell'ad Herald Espenhahn e' stata chiesta dall'accusa al processo Thyssenkrupp. Il reato ipotizzato, per la prima volta in un incidente sul lavoro, e' omicidio volontario con dolo eventuale. Il pubblico ministero Raffaele Guariniello ha poi chiesto la condanna a 13 anni e 6 mesi per i quattro dirigenti e a 9 anni per un quinto, Daniele Moroni: rispondevano di omicidio colposo. ''La pena chiesta e' troppo bassa'' ha detto la mamma di Rosario, uno dei sette operai uccisi nell'incendio.
Fonte: ANSA
Thyssen: a tre anni dalla tragedia Torino ricorda le sette vittime
A tre anni dalla tragedia della ThyssenKrupp, costata la vita a sette operai che nella notte tra il 6 e il 7 dicembre si trovavano al lavoro sulla linea 5 distrutta dalle fiamme, e' stata inaugurata a Torino la 'Settimana della sicurezza' con un convegno a cui
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