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Caso Ruby, a Milano processo d'appello: Berlusconi è assente - video

Inizia senza Silvio Berlusconi il processo d'appello sul caso Ruby a Milano. L'ex presidente del Consiglio, unico imputato, non si presenta in aula: ci sono invece i suoi avvocati, Filippo Dinacci e Franco Coppi. Berlusconi in primo grado è stato condannato a 7

Dolce e Gabbana condannati per evasione a 1 anno e 6 mesi - video

L'accusa per i due stilisti è omessa dichiarazione dei redditi sull'imponibile di circa 200 milioni di euro. La Corte d'Appello di Milano ha ridotto di due mesi la condanna inflitta nel processo di primo grado, ma ha ritenuto Domenico Dolce e Stefano Gabbana di aver evitato il pagamento delle tasse con un'operazione si chiama in gergo di "esterovestizione". Gli stilisti avrebbero insomma ceduto i marchi D&G e Dolce & Gabbana a una società creata nel 2004 in Lussemburgo proprio allo scopo di evitare il fisco italiano, notoriamente salato. L'assoluzione per i due stilisti sembrava a portata di mano dopo che lo stesso sostituto procuratore generale Gaetano Santamaria Amato, durante la requisitoria qualche settimana fa, in verità non senza suscitare un certo scalpore, aveva parlato d'un operazione perfettamente lecita e aveva chiesto perciò di non condannare. Significativa la reazione dello stesso difensore degli stilisti: "Sono veramente alibito da questa sentenza che non mi sembra giusta e sarà sicuramente riformata dalla Cassazione, perchè non ci sono gli elementi, il fatto non sussiste". Insieme a Dolce e Gabbana sono stati condannati tre amministratori e funzionari dell'azienda lussemburghese, uno dei quali Alfonso Dolce fratello dello stilista, e il commercialista e consulente Luciano Patelli. "Come tutte le decisioni giudiziali va rispettata e, naturalmente (...)".



Fonte: SkyTG24
Servizio di Gi Casillo

Processo Thyssenkrupp, appello da rifare e pene da rivedere - video

Dopo quattro ore di camera di consiglio le Sezioni Unite penali della Corte di Cassazione emettono il verdetto: "Colpevoli, ma le pene vanno rideterminate". Si chiude quindi così, non completamente il processo Thyssenkrupp che vede confermate e ormai in via definitiva le condanne per i sei imputati, i dirigenti dell'acciaieria tedesca tra cui l'amministratore delegato, per il rogo che nel 2006 uccise sette operai nello stabilimento torinese. Ma per conoscere l'ammontare finale delle loro condanne bisognerà attendere ancora. La Suprema Corte ha infatti trasmesso gli atti del processo nuovamente alla Corte d'Assise d'Appello di Torino che dovrà rideterminare appunto le pene. Forse al ribasso, è quello che temono i parenti delle vittime che già in secondo grado avevano visto ridimensionare il reato ascritto agli imputati da omicidio volontario con dolo eventuale a omicidio colposo. E dicono: li hanno ammazzati di nuovo. "Sono stati condannati all'ergastolo che sono già al cimitero, hanno l'ergastolo i ragazzi, loro sono liberi. Dobbiamo rifare l'appello". "E noi adesso di nuovo dobbiamo aspettare che ci sia di nuovo l'appello e dobbiamo sperare che siano aumentati gli anni di galera e chissà magari glieli abbassano pure". Il procuratore generale Destro aveva d'altronde egli stesso chiesto nella sua requisitoria che la corte respingesse il ricorso della Procura di Torino [...]


Fonte: SkyTG24
Servizio di Manuela Iatì

Milano: omicidi a colpi di piccone, chiesti 20 anni per Kabobo - video

Vent'anni di carcere e 6 da scontare in una casa di cura al termine dell'espiazione della pena. E' stata questa la richiesta del Pm Isidoro Palma nel procedimento a carico di Adam Kabobo, il ghanese che nel maggio scorso seminò morte in un quartiere periferico di Milano, uccidendo tre persone, una delle quali aveva solo 20 anni. Nella requisitoria conclusiva l'accusa, dopo aver riepilogato i fatti conclusivi del maggio scorso, ha più volte chiamato la perizia psichiatrica che aveva riconosciuto la seminfermità mentale, ma al contempo aveva sottolineato come la capacità d'intendere del ghanese non era totalmente assente e quella di volere era sufficientemente conservata. Tre le ragioni che spinsero Kabobo ad uccidere: la prima era l'odio nei confronti della società e dei bianchi; la seconda aveva finalità depretadorie; l'ultima invece riguardava l'esigenza dell'imputato di attirare l'attenzione su di sè, proprio perchè non si sentiva accettato dalla società. Il giudice ha aggiornato il processo al prossimo 31 marzo, per dar modo alla difesa e alle parti civili di depositare delle memorie scritte al fine di essere tradotte e comprese dall'imputato, in udienza infatti ci sono stati diversi problemi con gli interpreti perchè Kabobo, malgrado la loro presenza, non riusciva a comprendere quello che le parti dicevano. Il giudice ha pertanto preferito rinviare per garantire i diritti dell'imputato [...]


Fonte: SkyTg24
Servizio di Claudio Calì
Foto dal video

Casapound, vicepresidente condannato per furto bandiera Ue - video

Tre mesi di reclusione e 100 euro di multa è la condanna inflitta questa mattina al termine di un giudizio abbreviato a Simone Di Stefano, vicepresidente di Casapound, accusato di furto aggravato. Di Stefano è stato arrestato sabato scorso, dopo che

Mediaset, Pg: si condanna Berlusconi ma ridurre interdizione - video

"Aspettative e passioni" devono restare fuori dall'aula di giustizia. L'aula non è una qualunque ma quella della Cassazione a Roma e le parole sono del sostituto procuratore generale Antonello Mura, che ha chiesto la conferma della condanna a carico di Silvio

Caso Denise, pm chiedono 15 anni di carcere per sorellastra Jessica

"Il coraggio di andare avanti me lo dà la mia bambina. Nessuna madre può rassegnarsi a perdere una figlia in questo modo, con questi metodi atroci. E' una mostruosità, un fatto efferato che può essere commesso solo da persone senza un briciolo di umanità". A dirlo all'Adnkronos è Piera Maggio, la mamma della piccola Denise Pipitone, la bimba sparita nel nulla il 1 settembre del 2004 da Mazara del Vallo (Trapani) quando aveva appena 4 anni.  Lunedì i pm, a conclusione della loro requisitoria, hanno chiesto la condanna a 15 anni di carcere, il massimo della pena prevista in questi casi, per Jessica Pulizzi, sorellastra per parte di padre della piccola Denise ed imputata del sequestro della bimba nel processo in corso al Tribunale di Marsala (Trapani). Insieme a lei alla sbarra anche l'ex fidanzato Gaspare Ghaleb, imputato solo di false dichiarazioni ai pm, per cui la Procura ha chiesto 5 anni e 6 mesi di reclusione. Gaspare la Procura ha applicato la cosiddetta "Legge Denise" una nuova formulazione dell'articolo 605 del Codice penale, che ha accolto una proposta di legge proposta da Giacomo Frazzitta, legale di Piera Maggio, fatta propria da alcuni parlamentari. "La nuova normativa - spiega Pier Maggio - è già stata applicata in altri casi. Dopo nove anni di sofferenza e tre anni e mezzo di processo non posso gioire per una richiesta di pena, perchè la mia Denise non è con me e non so ancora dove sia". Molto dura la requisitoria dei due pm Sabrina Carmazzi e Francesca Rago, che ritengono Jessica pulizzi "colpevole senza alcun dubbio" della scomparsa della bambina. A incastrare Jessica Pulizzi, secondo l'accusa, il suo alibi inesistente per il giorno della scomparsa della bambina e il movente, seppure labile, individuato nella gelosia verso quella bambina che il padre aveva avuto dalla donna con cui aveva intrattenuto una relazione extraconiugale. 

Fonte: Adnkronos

Attentato scuola Brindisi, chiesto ergastolo per Giovanni Vantaggiato

Il procuratore capo della Dda di Lecce, Cataldo Motta, ha chiesto l'ergastolo per Giovanni Vantaggiato, unico imputato per l'attentato alla scuola Morvillo Falcone dove, il 19 maggio dello scorso anno, è morta Melissa Bassi. Motta ha chiesto alla Corte di riconoscere la responsabilità di Vantaggiato per tutti i reati contestati, l'isolamento diurno per 3 anni e la confisca di tutti i beni già sequestrati. Il procuratore Motta ha chiesto il massimo della pena senza il vincolo della continuazione fra i due reati, e cioè tra quello della strage aggravata da finalità terroristica del 19 maggio 2012 davanti alla scuola Morvillo e quella del tentato omicidio del 24 febbraio 2008, a Torre Santa Susanna, ai danni dell'imprenditore agricolo Cosimo Parato che rimase gravemente ferito. L'aggravante della finalità terroristica, chiesta dal procuratore Motta, incide sulle modalità della carcerazione preventiva e posticipa la concessione di eventuali benefici carcerari. Oggi in aula le requisitorie del pm della Procura distrettuale antimafia di Lecce Guglielmo Cataldi e del procuratore capo Cataldo Motta. Presente in aula l'imputato, 69 anni, titolare di un deposito di carburanti di Copertino (Lecce), e accusato di strage aggravata da finalità terroristica, costruzione, detenzione ed esplosione di ordigno micidiale.

Via: Adnkronos
Foto dal video: Sky TG24

Processo Ruby: accolto impedimento per Berlusconi, rinvio 25 marzo

I giudici del processo Ruby hanno accolto la richiesta di rinvio per legittimo impedimento di Silvio Berlusconi rinviando all'udienza di lunedì 25 marzo mentre hanno considerato ingiustificata l'assenza dei difensori, Ghedini e Longo, impegnati al pari dell'ex premier nell'elezione dei capigruppo di Senato e Camera. Il 25 marzo al processo Ruby si discuterà se sospendere o meno le udienze in attesa che la Cassazione decida sull'ammissibilità dell'istanza di Silvio Berlusconi di trasferire a Brescia i procedimenti che lo vedono imputato. Slitta ulteriormente la fine della requisitoria dei pm Antonio Sangermano e Ilda Boccassini iniziata il 4 marzo scorso. "L'impedimento per gli avvocati di Berlusconi non è assoluto, è consentito solo per l'imputato Berlusconi di ritenere i sostituti processuali dei difensori altrimenti impegnati e impossibilitati a essere presenti in aula, in un altro paese questo sarebbe considerato un oltraggio alla Corte". Lo aveva detto il pm Boccassini in aula sull'istanza di rinvio dell'udienza a causa degli impegni parlamentari degli avvocati Longo e Ghedini oggi a Roma, in parlamento, per eleggere i capigruppo e vice capi gruppo del Pdl a Camera e Senato. In aula assenti Ghedini e Longo per impegni parlamentari non ci sono i sostituti processuali Dinacci e Perroni.

Via: TMNews
Foto dal web

Delitto Scazzi, accusa chiede ergastolo per Sabrina e madre Cosima

I pm Mariano Buccoliero e Pietro Argentino hanno chiesto alla Corte d'Assise di condannare all'ergastolo (con sei mesi di isolamento diurno ed interdizione perpetua dai pubblici uffici) Cosima Serrano e Sabrina Misseri, madre e figlia accusate dell'omicidio (aggravato da motivi abbietti, minore età della vittima e legame di parentela) e del sequestro di Sarah Scazzi, la  15enne strangolata ad Avetrana il 26 agosto del 2010. Sabrina risponde anche di calunnia nei confronti di Maria Pantir, la badante di casa Scazzi. Nove anni di reclusione è la condanna richiesta per Michele Misseri, zio della vittima, accusato di soppressione di cadavere e furto. Otto anni di reclusione sono stati chiesti per Carmine Misseri e Cosimo Cosma, fratello e cugino di Michele Misseri, accusati di concorso in soppressione di cadavere. Tre anni e mezzo di reclusione sono stati chiesti per l'avvocato Vito Russo, primo difensore di Sabrina Misseri, accusato di intralcio alla giustizia e favoreggiamento. Per il professionista è stata chiesta anche l'interdizione dall'esercizio della professione per la durata della pena.  Bugie da Michele e Sabrina Misseri sull'omicidio di Sarah. Il Pm durante la sua requisitoria ha parlato di "farsa dei Misseri". L'undici marzo si torna in aula per gli interventi delle parti civili ed il dodici inizieranno le arringhe dei difensori.

Via: TMNews
Foto dal web

Sarah Scazzi/ pm: dai Misseri bugie su tutto, oggi richieste condanna

Il pm Mariano Buccoliero ha quasi terminato la sua requisitoria, iniziata da due udienze al processo per l'omicidio di Sarah Scazzi, la quindicenne strangolata ad Avetrana il 26 agosto del 2010. Oggi il pm chiuderà la lunga descrizione di fatti e comportamenti dei diversi imputati occupandosi della posizione di Carmine Misseri e Cosimo Cosma, rispettivamente fratello e cugino di Michele Misseri, insieme a lui accusati della soppressione del cadavere della quindicenne. Poi prenderà la parola il procuratore aggiunto Pietro Argentino ed infine i pm presenteranno il conto per i nove imputati. Probabilmente verrà chiesta la stessa condanna per Cosima e Sabrina, entrambe accusate dell'omicidio volontario e del sequestro di persona. Secondo il pm le due donne hanno agito di impeto insieme. L'una poteva fermare l'altra e non accadde. Probabilmente, al contrario, l'una ha aiutato l'altra tenendo ferma la ragazzina. Il pm ha puntellato la tesi accusatoria con intercettazioni, tabulati telefonici, risultati delle perizie dei Ris e dei Ros, testimonianze, soprattutto smentendo quanto dichiarato da Michele e Sabrina Misseri in ogni momento della vicenda. Per il pm i Misseri hanno mentito sempre e su tutto e sono smentiti da una mole di dati emersi dal dibattimento. L'undici marzo interverranno a processo gli avvocati delle parti civili.

Via: TMNews
Foto dal web

L’Aquila: stuprò ragazza in discoteca, condannato ex militare a 8 anni

Otto anni di reclusione per violenza sessuale, con le attenuanti generiche. E' questa la pena inflitta dal tribunale dell'Aquila a Francesco Tuccia, il ventiduenne di Montafredane (Avellino) accusato dello stupro di una studentessa universitaria di Tivoli di 21

Delitto Rea: in aula le requisitorie, Pm chiedono ergastolo per Parolisi

I pm titolari dell'inchiesta sul delitto di Melania Rea, al termine della requisitoria durata oltre tre ore, hanno chiesto la condanna all'ergastolo per Salvatore Parolisi.
Per i sostituti procuratori della Repubblica di Teramo, Greta Aloisi e Davide Rosati, il caporalmaggiore è il solo responsabile del delitto della donna campana morta il 18 aprile 2011 a Ripe di Civitella (Teramo) con 35 coltellate. Ad ascoltare la richiesta dei pm c'era anche lo stesso Parolisi, presente in aula.  Il processo si svolge a porte chiuse perchè con rito abbreviato. Poco dunque è trapelato sul contenuto della requisitoria dei Pm. Dopo una breve pausa, il processo è ripreso con l'arringa della parte civile rappresentata dall'avvocato Mauro Gionni. "E' quello che ci aspettavamo la richiesta di un ergastolo senza attenuanti". Così l'avvocato della famiglia Rea, Mauro Gionni, all'uscita dell'aula dove il pubblico ministero Davide Rosati ha chiesto la pena massima per Salvatore Parolisi, reo, secondo l'accusa di aver ucciso la moglie Melania con 35 coltellate il 18 aprile 2011 nel bosco di Ripe di Civitella. Per il padre di Melania, però, le requisitorie sono ininfluenti: "Non mi aspetto molto di più di quello che già so: la famiglia Rea la verità la conosce e si è fatta le sue convinzioni".

Fonte: AGI
Via: TG Com

Bambino morto in agguato a campo calcetto a Crotone, 2 ergastoli - video

La Corte d'assise di Catanzaro ha inflitto due condanne all'ergastolo e un'assoluzione per gli imputati accusati della strage del campo di calcetto a Crotone nel 2009 e una per l'omicidio di Michele Masucci, ucciso nel 2007. Nell'agguato rimase ferito Domenico Gabriele, di 11 anni, morto dopo tre mesi di coma. I condannati sono Andrea Tornicchio e Vincenzo Dattolo. Per l'omicidio Masucci condannato Francesco Tornicchio, assolto Donatello Le Rose. Francesco Tornicchio ed il fratello Andrea e Vincenzo Dattolo sono stati condannati anche all'isolamento diurno. Dattolo e Andrea Tornicchio dovranno risarcire i familiari di Domenico Gabriele, il ministero dell'Interno, la presidenza del Consiglio dei ministri, la Regione Calabria, la provincia ed il comune di Crotone, che si sono costituiti parte civile. La sentenza è stata emessa al termine di una camera di consiglio duranta oltre otto ore. Durante la requisitoria il pm della Dda di Catanzaro, Salvatore Curcio, aveva chiesto la condanna all'ergastolo di Francesco e Davide Tornicchio, di Vincenzo Dattolo e di Donatello Le Rose. Nella strage del campo di calcetto fu ucciso Gabriele Marrazzo, di 35 anni, che era il reale obiettivo dell'agguato.


Via: TG Com
Foto da video

Diaz, procuratore generale: no global nella scuola non fecero resistenza

E' iniziato ieri mattina in Cassazione, il processo sull'irruzione da parte della polizia nella scuola Diaz di Genova, avvenuta nella sera del 21 luglio del 2001, mentre era in corso il G8. I No Global che erano nella scuola Diaz "non hanno messo in atto alcuna forma di resistenza attiva" nei confronti dei poliziotti durante l'irruzione, "semmai hanno avuto condotte di difesa, come la chiusura del cancello". Lo ha detto il Pg di Cassazione, Pietro Gaeta, nel corso della sua requisitoria. Il magistrato non ha ancora formulato le sue richieste. "Come si può parlare di resistenza attiva - ha rilevato il magistrato - quando i manifestanti si trovavano in un luogo chiuso, circondati da 300 poliziotti?". Anche gli arresti che vennero eseguiti, secondo il Pg, sono dovuti "a uno spirito di rivalsa". Gaeta, poi, ha puntato il dito contro le violenze che sono state eseguite dagli agenti sulle manifestanti donne: "Ben 28 donne sono state ferite nella scuola Diaz - ha osservato - e io ritengo che le donne non possono fare le black bloc. Quando si parla del mancato controllo dell'uso della forza dobbiamo tener conto soprattutto del numero di feriti che ci furono nella scuola".

Via: AGI
Foto da film: Diaz

Morte Pantani: Cassazione assolve il pusher quindi nessun colpevole

"Assolto perché il fatto non costituisce reato", così la Cassazione ha del tutto prosciolto Fabio Carlino dall'accusa di aver provocato, con la vendita di cocaina purissima, la morte per overdose del ciclista Marco Pantani insieme ai pusher Fabio Miradossa e Ciro Veneruso. Carlino era stato condannato a 4 anni e 6 mesi di reclusione oltre a 19mila euro di multa e al risarcimento pari a 300mila euro in favore dei famigliari del "Pirata". Ieri nella sua requisitoria, il sostituto procuratore generale della Cassazione Oscar Cedrangolo aveva mosso molte perplessità ai verdetti di merito dicendo di "aver avuto la sensazione che la spettacolarizzazione data dai media alla morte di Pantani, abbia spinto i giudici di merito ad una eccessiva attribuzione di responsabilità" nei confronti degli indagati. Cedrangolo aveva pertanto chiesto l'annullamento senza rinvio della parte più pesante della condanna di Carlino relativa all'accusa di omicidio. Cedrangolo, comunque, aveva messo in evidenza la mancanza di prove a carico di Carlino rilevando che non aveva comunicato a Miradossa e Veneruso il domicilio di Pantani ed inoltre non sapeva che il campione di ciclismo da poco e per un pelo era stato salvato da un'altra overdose. Dopo l'assoluzione di Carlino in Cassazione, lo studio del penalista Alessandro Gamberini, che ha difeso il "pusher", ha diffuso un comunicato a commento della decisione della Suprema Corte: "Con questa decisione che proscioglie Fabio Carlino da ogni accusa, la Cassazione dimostra di essere totalmente slegata dalla emotività dalla quale sono spesso assaliti i giudici di merito e ha emesso un verdetto più equilibrato che conclude la triste vicenda della morte di Marco Pantani".

Fonte: Tgcom
Via: TMNews

Meredith: se assolta Amanda ha pronto un jet per fuggire in Usa

Amanda Knox e Raffaele Sollecito "hanno ucciso per niente, ma hanno ucciso" Meredith Kercher che come loro era giovane. "Per questo - ha ribadito il pg Manuela Comodi - meritano il massimo della pena, che, per fortuna, in Italia non è quella di morte". E' l'ergastolo, la pena che i magistrati hanno chiesto al termine della loro requisitoria. Così come le difese hanno chiesto di assolvere Sollecito, che "è innocente e non ha paura della verità", e la Knox, "per la quale non ci sono che prove della sua estraneità al delitto". Lunedi' un breve intervento dell'avvocato Luciano Ghirga e le dichiarazioni finali degli imputati. Poi la camera di consiglio e la sentenza (in diretta tv ma senza pubblico in aula per motivi organizzativi). Prima di ritirarsi i giudici si troveranno di fronte i familiari di Meredith che chiederanno loro "con un solo sguardo negli occhi" la conferma della sentenza di primo grado, come ha spiegato il loro legale Francesco Maresca. "Per loro - ha aggiunto - e' difficile trovare i biglietti aerei per essere a Perugia. Mentre si dice che la famiglia Knox abbia pronto un jet privato per tornare negli Usa". In aula ci saranno comunque la madre di Meredith, Arline, e i fratelli, Stephanie e Lyle.

Via: LEGGO

Sarah: nuovo riesame per Cosima e Sabrina, restano in cella

Per la seconda volta la Cassazione, cogliendo la tesi difensiva rappresentata dagli avvocati Franco Coppi e Nicola Marseglia, ha annullato con rinvio al Tribunale del Riesame per un nuovo esame, le ordinanze di custodia cautelare in carcere per Sabrina Misseri e la madre Cosima Serrano. Questa volta insieme alla posizione della ragazza accusata di aver ucciso la cugina Sarah Scazzi, ad Avetrana il 26 agosto del 2010, i supremi giudici hanno valutato anche gli indizi a carico di Cosima Serrano e hanno deciso che anche quelli non erano sufficienti a superare il vaglio di legittimità. Adesso il Tribunale della libertà di Taranto dovrà riesaminare le ordinanze di custodia cautelare in carcere - le due donne continuano ad essere recluse nella stessa cella - emesse con riferimento sia all'accusa di omicidio che a quella di sequestro di persona. Nella sua requisitoria, invece, il sostituto procuratore generale della Cassazione Vito Monetti aveva chiesto la conferma sia dell'ordinanza per omicidio emessa dal Tribunale della Libertà di Taranto lo scorso 20 giugno, sia di quella del 12 luglio che aveva esteso la custodia in carcere anche per l'accusa di sequestro di persona.

Via: LEGGO