Yara, il Dna del killer in mano all'Fbi per analisi approfondite

Il nome e il volto del responsabile dell'omicidio di Yara Gambirasio, sembra sia legato esclusivamente ai laboratori di analisi biologiche degli investigatori. Il Dna è l'unico elemento, a questo punto, fondamentale per identificare il colpevole della 13enne di Brembate di Sopra uccisa il 26 novembre dello scorso anno. A quanto pare, infatti, il comandante dei Ris di Parma, colonnello Pietro Lago, si è recato negli Stati Uniti con il Dna dell'omicida consegnandolo all'Fbi. Le tracce, quattro per l'esattezza, erano state rinvenute sugli indumenti di Yara trovata nel campo di Chignolo d'Isola. L'indiscrezione, non confermata ma neppure smentita, è riportata dall'Eco di Bergamo. I reperti biologici di Yara sarebbero arrivati negli Stati Uniti nelle scorse settimane e la risposta dell'Fbi potrebbe arrivare nei prossimi mesi. Delle quattro tracce trovate sui vestiti della giovane di Brembate due sono certamente dell'assassino: quella trovata sui leggings e quella sugli slip, zone dove difficilmente possono depositarsi se non per un contatto intenzionale. Grazie alla tecnologia investigativa statunitense, che potrebbe fornire preziose informazioni, si tenta di risalire al colore degli occhi e ad altre caratteristiche fisiche del killer.

Via: Tgcom

Alitalia, archiviato procendimento contro Berlusconi per aggiotaggio

E' stato archiviato il procedimento che vede indagato per aggiotaggio e insider trading Silvio Berlusconi in relazione alla vicenda Alitalia e alle notizie diffuse nel 2008 quando erano in atto le iniziative riguardanti la sorte dell'Alitalia. Lo ha deciso il gip Stefano

Roma: uccisi due pregiudicati a Ostia, banda Magliana non c'entra

Il duplice omicidio di Ostia "è il risultato di uno scontro, evidentemente di un certo livello, tra due gruppi criminali molto forti. Quanto avvenuto Martedì non appare tanto legato alla lotta per il controllo del territorio, quanto a un conflitto tra soggetti alle prese con grossi affari

Milano: donna pentita e sciolta nell'acido, processo da rifare

Tutto da rifare per il processo in corso da qualche mese a Milano sull'omicidio di Lea Garofalo, la testimone di giustizia scomparsa due anni fa e sciolta nell'acido nel milanese, nel quale sono imputati il suo ex convivente Carlo Cosco, i fratelli dell'uomo e altre persone. La Corte d'Assise infatti, è rimasta senza il presidente Filippo Grisolia perchè nominato come capo di gabinetto del neo ministro della Giustizia Paola Severino. Così, in vista del cambiamento della composizione della Corte, le difese non hanno dato il consenso a mantenere valide le prove raccolte in dibattimento. Dalla ricostruzione degli inquirenti la donna è stata prelevata, interrogata e uccisa in un capannone della periferia milanese e poi sciolta nell'acido in un terreno vicino Monza. Lea Garofalo ha pagato con la vita la sua collaborazione con i magistrati, colpevole di aver infranto la regola dell'omertà mafiosa. La donna era entrata nel programma di protezione per i collaboratori di giustizia nel 2002, portando con sè la figlia. Per anni è rimasta nascosta con la figlia in una località segreta, dopo avere raccontato ai magistrati tutto quello che sapeva sull'attività del marito.

Via: Adnkronos