Il governo ha varato nel corso del Consiglio dei Ministri un decreto legge sulla sicurezza urbana, come preannunciato dal ministro dell'interno Marco Minniti, per rispondere alle richieste di sindaci e Anci. Le novità principali riguardano l'estensione dei poteri dei primi cittadini
L'ordine pubblico è inteso come garanzia di pace e tranquillità. In tal senso assume un valore di sicurezza collettiva.
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Roma, via libera a dl sicurezza: stretta su irregolari e daspo urbano
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Torino: operazione contro spaccio, 20 arresti in ultimo mese - video
Nell'ambito di una serie di attività di controllo del territorio, finalizzate alla prevenzione e repressione del fenomeno dello spaccio si sostanze stupefacenti, la Polizia di Stato ha effettuato un blitz nel quartiere Porta Palazzo a Torino. Decine di agenti del Commissariato Dora Vanchiglia, affiancati dai colleghi di altri reparti, hanno controllato l'intera area: identificate circa cinquanta persone, 12 delle quali sono state accompagnate presso la Questura per ulteriori accertamenti. In particolare, l'attività operativa si è concentrata sull'asse di corso Principe Oddone, via Masserano, via Maria Ausiliatrice, via Biella. Cinque africani sono stati denunciati: un nigeriano di 35 anni per possesso di droga e 4 senegalesi per false attestazioni sull'identità personale. Sei cittadini stranieri, di provenienza centroafricana, sono stati espulsi dal territorio nazionale con ordine del Questore mentre un altro è stato trattenuto al Cie, mentre altri tre, minori, sono stati affidati a comunità. Complessivamente, durante i controlli svolti nell'ultimo mese nelle zone maggiormente a rischio del Commissariato Dora Vanchiglia, sono state arrestate venti persone e fatti accertamenti su altre sessantacinque. Sono stati eseguiti arresti anche per reati che vanno dalla rapina al furto e alle minacce. Sequestrate un totale di 350 dosi di eroina e 200 grammi di hashish, nonchè denaro contante per 20mila euro.
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L'Aquila: traffico stupefacenti e immigrazione clandestina, 27 arresti
La Polizia di Stato di L'Aquila ha eseguito 27 misure cautelari nei confronti di un'associazione per delinquere, composta da cittadini marocchini e italiani, finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, in particolare cocaina ed hashish, immesse nel mercato della provincia aquilana. L'operazione è stata principalmente antidroga ma anche di contrasto all'immigrazione clandestina, per la presenza di numerosi stranieri irregolari, di etnia marocchina, proprio a Luco dei Marsi. Hanno collaborato all'operazione "Kaerkouba", coordinata dal Servizio Centrale Operativo, tutte le Squadre Mobili dell'Abruzzo e quella di Roma, oltre a unità cinofile e dei Reparti Prevenzione Crimine gestite dal Servizio di Controllo del Territorio. Le indagini hanno evidenziato l'esistenza sul territorio marsicano tra Luco, Celano, Trasacco e San Benedetto dei Marsi, di un folto gruppo di cittadini marocchini dediti, in forma associata e stabile, allo spaccio di cocaina ed hashish, collaborati anche da cittadini italiani. La struttura organizzativa è risultata ben consolidata e collaudata in compiti e ruoli, con gli stranieri, due in particolare aventi ruoli direttivi, seguiti da una folta manovalanza di connazionali facenti le funzioni di pusher, e di italiani che fornivano un collaborazione costante in qualità di intermediari e subcedenti. La notevole richiesta della droga, ha reso fondamentale l'aspetto logistico: i membri erano una cinquantina, e la struttura organizzativa perfettamente in grado di gestire il grande bacino d'utenza composto da numerosi giovani consumatori, attratti sia dalla diversificazione dell'offerta che dalla qualità del prodotto, sempre disponibile. Tutti i clandestini che verranno rintracciati saranno oggetto di provvedimenti di espulsione con eventuali accompagnamenti presso vari Cie presenti sul territorio italiano.
Fonte: Polizia di Stato
Fonte: Prima Da Noi
Foto da video
Torino, evasione massa dal Cie per immigrati in attesa espulsione
Fuga di massa nella notte dal Centro di identificazione ed espulsione di Torino. Un gruppo di almeno 35 immigrati è riuscito a eludere la sorveglianza e a scappare arrampicandosi o danneggiando le reti di recinzione della struttura e varcando il muro di cinta. Quattordici di loro sono stati raggiunti e bloccati dalla polizia in via Lancia, a poche centinaia di metri dalla struttura. Degli altri 21 non si hanno notizie. Secondo fonti legate agli ambienti dell'antagonismo che, a Torino, si tengono in contatto con gli immigrati rinchiusi nel Cie, un primo tentativo di evasione si era già verificato la sera della vigilia di Natale; in quell'occasione per bloccare gli aspiranti fuggitivi erano stati impiegati gli idranti. A favorire il secondo tentativo di evasione è stato il fatto che le serrature delle casette-dormitorio, forzate la sera prima, non fossero ancora riparate. Anche in questa occasione i sorveglianti avrebbero messo in azione gli idranti. Alcuni, per scavalcare meglio, si sono perfino serviti di una garitta dei militari spostata di peso a ridosso del muro. Almeno un fuggitivo si è ferito nella caduta ed è stato subito catturato e medicato.
Via: La Repubblica
Foto dal web
Lampedusa: rivolta nel Cie, immigrati tunisini appicano incendio
Un incendio di vaste proporzioni è scoppiato nel centro d'accoglienza di Contrada Imbriacola a Lampedusa che ospita quasi 1.300 immigrati tunisini. Sul posto sono intervenute tutte le squadre dei vigili del fuoco presenti sull'isola siciliana. Il rogo sarebbe stato appiccato dagli stessi extracomunitari. Evacuato il centro. Alcuni extracomunitari sarebbero anche riusciti a fuggire. La zona è stata presidiata dalle forze dell'ordine e dai vigili del fuoco, che hanno tentato di circoscrivere le fiamme. L'incendio, appiccato in diversi punti, ha causato una densa nube di fumo nero sospinta dal vento verso il centro abitato. Secondo il sindaco dell'isola, Bernardino De Rubeis, i danni sarebbe ingenti. Le fiamme, secondo i rilievi dei vigili del fuoco, sarebbero state appiccate in tre palazzine della struttura, andate completamente distrutte. I circa 1200 migranti che erano all'interno del Centro sono stati radunati dalle forze dell'ordine nei pressi dello stadio comunale, a Cala Saline. Nel centro di prima accoglienza i tunisini nei giorni scorsi avevano protestato a più riprese per chiedere il loro trasferimento sulla terra ferma. Un episodio analogo si era registrato nel febbraio del 2009.
Fonte: Tgcom
Fonte: Tgcom
Immigrati: protesta al Cie di Lampedusa, sassaiola contro agenti
Tunisini in rivolta al Centro di identificazione ed espulsione di Lampedusa. Oltre 200 extracomunitari hanno protestato contro i rimpatri, urlando in coro "Libertà". I migranti hanno oltrepassato le sbarre del Cie, cercando di raggiungere il centro dell'isola. Una fuga cominciata con un un tentativo di rivolta da parte di una trentina di maghrebini, che hanno protestato dopo avere appreso che alcuni loro connazionali erano stati rimpatriati con un ponte aereo. Le forze dell'ordine, intervenute sul posto in massa, hanno però dirottato la manifestazione verso il molo Favaloro, dove avvengono gli sbarchi. Lì i tunisini hanno bloccato la strada ed hanno continuato a protestare per diverse ore. Solo nella tarda serata di ieri il corteo è stato indirizzato nuovamente verso il Cie di contrada Imbriacola, ma qui gli altri tunisini presenti hanno iniziato una fitta sassaiola contro le forze dell'ordine e un carabiniere e un finanziere sono rimasti feriti, anche se non gravemente, dal lancio di alcune pietre. I due feriti sono stati medicati nel poliambulatorio dell'isola. La situazione è poi tornata alla normalità.
Via: Tm News
Via: Tm News
Immigrazione: tentata fuga in Cie Milano
Milano, 12 dic (ANSA) - Sventato un tentativo di fuga, la scorsa notte, nel Centro di identificazione ed espulsione di Milano, in via Corelli. La polizia ha bloccato i fuggitivi, alcuni dei quali sono rimasti leggermente feriti. Contusi anche alcuni agenti. L'azione e' scattata in settori attualmente occupati da immigrati nordafricani. Vista preclusa la fuga, gli stranieri hanno iniziato i danneggiamenti e hanno dato vita a una sorta di rivolta che ha coinvolto una cinquantina di persone.
Fonte: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2010/12/12/visualizza_new.html_1670776065.html
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Tentano fuga dal Cie di Bari, bloccati
Bari, 8 nov (ANSA) - Un gruppo di extracomunitari - circa una trentina - ha tentato la fuga dal Centro di identificazione ed espulsione (Cie) di Bari-Palese. E' successo nella notte. Il gruppo e' riuscito a raggiungere il tetto dei moduli abitativi, ma l'intervento del personale delle forze dell'ordine di stanza al Cie e quello delle Volanti della polizia ha bloccato l'iniziativa degli extracomunitari. Secondo quanto riferito dalla polizia, non si registrano feriti e danni alla struttura.
Fonte: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2010/11/07/visualizza_new.html_1703968887.html
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Napoli, nave con clandestini: scontri tra manifestanti e polizia
È ripartita alla volta di Genova la nave Vera D, il cargo battente bandiera liberiana fermo da due giorni nel porto di Napoli. E nella serata di ieri sono scoppiati scontri scontri tra polizia e manifestanti della Rete Antirazzista a Napoli all'uscita del mezzo che trasportava i nove clandestini al Centro di accoglienza per rifugiati politici di Brindisi dove i nove cittadini africani attenderanno che venga esaminata la loro richiesta di riconoscimento dell'asilo politico richiesto. Secondo quanto raccontano alcuni testimoni, gli agenti in assetto anti sommossa si sarebbero fatti largo utilizzando i manganelli per fare breccia nel cordone che impediva l'uscita del mezzo dall'Ufficio Immigrazione di via Galileo Ferraris con a bordo i nove clandestini. Altri manifestanti, tra cui il padre comboniano Alex Zanotelli, sono stati sollevati di peso o spostati con la forza. Il furgone con i nove cittadini africani a bordo è riuscito a passare e a raggiungere l'accesso alla vicina autostrada. I manifestanti, una cinquantina di persone, stavano presidiando l'Ufficio Immigrazione scandendo slogan contro la legge Bossi-Fini e opponendosi alla partenza degli immigrati per il Cie di Brindisi. Invano il Comune di Napoli si era reso disponibile ad accogliere i nove cittadini e a farsene carico, così come caldeggiato anche dalle associazioni umanitarie. Ma, nonostante sia intercorsa una trattativa, non è stato possibile trovare un accordo. I nove cittadini africani, sei nigeriani e tre ghanesi, erano stati scoperti a bordo del cargo battente bandiera liberiana 'Vera D' due giorni fa. La nave, ancorata nelle acque del porto di Napoli dal 7 aprile scorso, è ripartita nel pomeriggio verso Genova dopo che i clandestini hanno fatto richiesta di asilo politico al nostro Paese.
Fonte: Il Giornale
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