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Torino, torture su reclusi accusati di reati sessuali e minori: 6 arresti

Il Nucleo Investigativo Centrale della Polizia Penitenziaria ha eseguito un'ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari, emessa dal Gip del Tribunale di Torino su richiesta della locale Procura della Repubblica, a carico di 6 secondini accusati del reato di

Bergamo, sequestri a famiglia rom nullatenente per 1 mln: 6 arresti

Il Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Bergamo ed il Nucleo Investigativo del Comando Provinciale dei Carabinieri di Bergamo, hanno svolto autonoma attività investigativa finalizzata a rilevare le consistenze patrimoniali ed i precedenti di polizia nei confronti di 74 soggetti appartenenti a una famiglia di etnia rom, di stanza nella provincia di Bergamo. L'esito degli accertamenti, con riferimento all'arco temporale 1985/2015, ha permesso di appurare che 41 maggiorenni non hanno mai svolto alcuna attività lavorativa in maniera lecita e hanno accumulato diverse condanne di cui il 50% per reati contro il patrimonio. Posto che negli ultimi 30 anni hanno ufficialmente dichiarato redditi per complessivi 117.000 euro circa (mediamente 99,89 euro, cadauno, per ogni anno d'imposta), al termine degli accertamenti è stata quantificata in 50.535.000 euro la sproporzione tra i redditi ufficialmente dichiarati dal gruppo familiare e quanto di fatto nella loro disponibilità. In possesso della famiglia emergono immobili per un valore di 10 milioni di euro, compravendite di 1.600 automobili che hanno generato un giro d'affari di 30 milioni e partite Iva aperte senza ottemperare ai previsti obblighi fiscali. Il tutto mentre i soggetti in questione si dichiaravano disoccupati, dichiarando al massimo redditi per 117 mila euro, pari a 99,89 euro a testa per ogni anno d'imposta. Su richiesta della Procura della Repubblica di Bergamo, sono stati emessi 6 provvedimenti personali di sorveglianza speciale e il sequestro di 1.133.000 euro, corrispondenti a 7 immobili, 10 autoveicoli e disponibilità finanziarie presso diversi istituti di credito. Inoltre 3 dei soggetti sono stati denunciati per trasferimento fraudolento di beni.


Roma, fuga da Rebibbia con lenzuola annodate: caccia a tre evasi

E' caccia aperta ai tre detenuti di origine albanese evasi nella notte tra mercoledì e giovedì  dal carcere romano di Rebibbia. La triplice evasione si è verificata intorno alle 6. I tre hanno segato le sbarre della cella, nascosto con una maglietta le inferriate rotte e posizionato delle sagome di cartone sui letti per eludere eventuali controlli. Quindi hanno raggiunto il muro di cinta e si sono calati con delle lenzuola annodate e dei bastoni all'altezza di una garitta. Il personale mentre effettuava i controlli di routine ha notato un lenzuolo appeso al muro - garitta 3 lato Tiburtina - lo stesso punto dove in passato si sono registrate altre evasioni. I tre hanno approfittato della confusione in carcere legata all'arrivo nella notte di 39 detenuti dal penitenziario di Camerino, danneggiato dal terremoto nell'Italia Centrale. Uno dei tre evasi era in carcere per omicidio e avrebbe finito di scontare la pena nel 2041. Gli altri due erano stati condannati uno per tentato omicidio e l'altro per sfruttamento della prostituzione. Si tratta di Basho Tesi, 35 anni, ergastolano; Pere Ilir, 40 anni, definitivo con fine pena 2041; Hasanbelli Mikel, 38 anni, definitivo con fine pena 2020. I tre erano assegnati al reparto G9, circuito media sicurezza. Il Nic della Polizia Penitenziaria è alla ricerca degli evasi. Al vaglio le immagini delle telecamere di videosorveglianza per acquisire elementi utili alle indagini.

Fonte: ANSA
Via: DAP

Roma, droga e telefoni per detenuti nel carcere: 14 arrestati - video

I Carabinieri del Comando Provinciale di Roma hanno dato esecuzione a un provvedimento cautelare nei confronti di 14 persone, nelle province di Roma e Latina, ritenute responsabili, a vario titolo, di condotte illecite che permettevano l'introduzione all'interno del carcere di Velletri di sostanze stupefacenti, telefoni cellulari e schede telefoniche in uso ai detenuti, eludendo i controlli. In collaborazione con il Nucleo Investigativo Centrale della Polizia Penitenziaria, sono state eseguite le perquisizioni di alcune celle ubicate negli Istituti di Pena di Civitavecchia, Frosinone, Roma Rebibbia, Roma Regina Coeli, Campobasso, Viterbo e Spoleto. Nelle indagini, dirette dalla Procura della Repubblica di Velletri, sono coinvolti un agente di Polizia Penitenziaria e un infermiere entrambi in servizio nel carcere di Velletri. Le richieste pervenivano ai due pubblici ufficiali direttamente dai detenuti; questi ultimi tramite gli apparati cellulari illecitamente in uso nella cella si mettevano in contatto con i familiari per ordinare la droga e schede telefoniche che venivano smerciate nel carcere. Nel corso delle indagini dei Carabinieri sono stati sequestrati nelle celle dell'istituto di pena di Velletri, anche in collaborazione con il personale della Polizia Penitenziaria, 6 apparati cellulari, 3 schede telefoniche e sostanza stupefacente tipo hashish, eroina e cocaina.



Via: Il Tempo

Furti in appartamenti: sgomina banda di georgiani, 13 arresti - video

La Polizia di Stato ha eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 13 persone ritenute appartenenti ad una banda di cittadini georgiani responsabile di decine di furti in abitazione verificatisi tra i mesi di febbraio e giugno scorsi

Evaso dal carcere a Reggio Emilia, catturato ad Aversa

Giuseppe Tomassone, uno dei due evasi di Reggio Emilia, e' stato catturato ieri mattina dalla Polizia di Stato in Campania, ad Aversa: ne da' notizia il Sappe, sindacato autonomo di polizia penitenziaria. Tomassone era stato condannato per l'omicidio