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Washington, co-fondatore di Wikileaks incriminato: 17 capi d'accusa

Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha presentato 17 nuove accuse contro il co-fondatore di Wikileaks, Julian Assange, che sta affrontando l'estradizione dal Regno Unito. Le ultime accuse sono state formulate sulla base dell'Espionage Act per

Il Cairo, doppio attacco a due chiese copte: al via stato emergenza

Il presidente egiziano Abdel Fattah Al Sisi ha decretato lo stato di emergenza per tre mesi, dopo il duplice attentato di domenica rivendicato dall'Isis contro due chiese copte, che fatto 44 morti e 126 feriti. Le misure di sicurezza sono state rafforzate al Cairo davanti

Immigrati, spari della Marina Militare al barcone degli scafisti - video

Una raffica di colpi di mitra che partono da una nave militare diretti ad un peschereccio in navigazione nel Canale di Sicilia. E' una barca di scafisti si saprà successivamente, in fuga verso la Libia dopo aver scaricato in mare una chiatta con 176 profughi a

Morto Priebke, ex Ss condannato per la strage delle Fosse Ardeatine

È morto a Roma Erich Priebke, l'ex capitano delle Ss, condannato all'ergastolo per la strage delle Fosse Ardeatine. Priebke aveva 100 anni. A dare conferma della sua morte è stato all'Adnkronos il suo legale Paolo Giachini. "Il suo ultimo lascito - scrive Giachini in una nota - è una intervista scritta e un video, testamento umano e politico". Fu uno dei responsabili dell'eccidio delle Fosse Ardeatine, in cui 335 civili e militari furono fucilati. Era nato a Hennigsdorf il 29 luglio 1913. A 20 aderì al partito nazionalsocialista tedesco. Dopo la fine della guerra fuggì da un campo di prigionia vicino a Rimini e si rifugiò in Argentina. Fu estradato in Italia nel 1995. Priebke fu imputato di "concorso in violenza con omicidio continuato in danno di cittadini italiani" per i fatti accaduti presso le Fosse Ardeatine il 24 marzo 1944. Il 1 agosto 1996, il Tribunale militare dichiarò di "non doversi procedere, essendo il reato estinto per intervenuta prescrizione" e ordinò l'immediata scarcerazione dell'imputato.La sentenza non fu mai eseguita per un tumulto organizzato da membri della comunità ebraica. La Corte di Cassazione annullò quella sentenza, disponendo così un nuovo processo a carico di Priebke. Egli fu prima condannato a 15 anni, poi ridotti a 10 per motivi di età e di salute; poi, nel marzo 1998, la Corte d'appello militare lo condannò all'ergastolo, insieme all'altro ex membro delle SS Karl Hass. La sentenza fu confermata nel novembre dello stesso anno dalla Corte di Cassazione; a causa della sua età avanzata, sia a Priebke che ad Hass fu concessa la detenzione domiciliare. Dal 2009, godendo ancora di ottima salute, gli era stato concesso uscire di casa "per fare la spesa, andare a messa, in farmacia" ed affrontare "indispensabili esigenze di vita".

Via: Wikipedia
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Libia: liberati i tre pescherecci sequestrati, viva soddisfazione di Terzi

Il ministro degli Esteri Giulio Terzi ha espresso "viva soddisfazione" per la positiva conclusione della vicenda dei tre pescherecci italiani sequestrati presso il porto di Bengasi che, completate le pratiche burocratiche, potrebbero ripartire per l'Italia nelle prossime 24 ore. Lo riferisce la Farnesina in una nota. Terzi ha seguito personalmente la vicenda sin dal giorno del sequestro avvenuto il 7 giugno scorso, tenendosi in contatto con le autorità libiche anche attraverso l'ambasciata a Tripoli e il consolato generale a Bengasi, che hanno "garantito la costante assistenza ai nostri connazionali coinvolti e il collegamento con le famiglie in Italia" si legge nel comunicato. I tre pescherecci mazaresi 'Boccia II', 'Maestrale' e 'Antonino Sirrato' erano sequestrati dalle autorità libiche ormai quasi un mese fa con a bordo 19 marittimi. Fonti del ministero, contattate sulla vicenda, hanno fatto notare che è stato "estremamente utile il ruolo svolto dal presidente del distretto di Mazara del Vallo Giovanni Tumbiolo e l'approccio sempre costruttivo mantenuto dagli armatori e dalle famiglie". L'odissea dei tre natanti si eè conclusa oggi quando il Tribunale militare di Bengasi ha ordinato il loro rilascio.

Fonte: Farnesina
Via TM News
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Strage Nassiriya, colonnello Di Pauli assolto dal tribunale militare di Roma

Il colonnello dei carabinieri Georg Di Pauli è stato assolto dal tribunale militare di Roma nel processo per l'attentato alla Base Maestrale di Nassiriya, che il 12 novembre 2003 causò la morte di 19 italiani: 12 carabinieri, 5 militari dell'Esercito e due civili. Di Pauli era accusato di non aver adottato tutte le misure di sicurezza necessarie alla difesa di Base Maestrale, quartier generale dei carabinieri. Il tribunale ha stabilito che il fatto non costituisce reato. Il pm aveva chiesto la condanna del colonnello a due anni di reclusione. Altri due imputati - i generali dell'Esercito Vincenzo Lops e Bruno Stano - sono stati già processati con il giudizio abbreviato ed entrambi assolti. La procura militare di Roma alla fine di maggio 2007 chiese il rinvio a giudizio per i tre ufficiali - Stano, Lops e Di Pauli - per «omissione di provvedimenti per la difesa militare», un reato previsto dal codice penale militare di guerra. Il gup, dopo una serie di istanze delle parti e rinvii, ha però deciso di procedere per il diverso reato di «distruzione colposa di opere militari» previsto dal codice penale militare di pace. In primo grado, il pm aveva chiesto la condanna di Lops e Stano - i due generali che si erano avvicendati al comando del contingente italiano a Nassiriya, che avevano chiesto il giudizio abbreviato - e il rinvio a giudizio per Di Pauli, comandante del contingente dell'Arma, il quale aveva optato invece per il rito ordinario. Il gup aveva condannato Stano a due anni di reclusione, assolto Lops e rinviato a giudizio Di Pauli. Nel novembre scorso, in appello, anche il generale Stano è stato però assolto con formula piena.