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Mafia: sequestro da 800 milioni a ex deputato legato a cosca - video

La Dia di Palermo ha sequestrato beni mobili ed immobili, rapporti bancari e aziende, per un ammontare di 800 milioni di euro. Destinatario del provvedimento il commercialista ed ex deputato regionale Giuseppe Acanto, 55 anni, ritenuto legato a

Roma, indagati per finanziamento illecito Alemanno e Polverini - video

Gianni Alemanno e Renata Polverini sono indagati per finanziamento illecito. L'ex sindaco di Roma e l'ex presidente della Regione Lazio sono coinvolti in una inchiesta della procura di Roma. Al centro della vicenda ci sarebbe un finanziamento ad una società di telemarketing politico per promuovere la candidatura della Polverini nel 2010. Quei soldi, circa 30mila euro, secondo gli inquirenti, sarebbero stati concessi grazie alla intermediazione di uno stretto collaboratore dell'ex sindaco, finito ai domiciliari, e per decisione dello stesso Alemanno. Gli accertamenti sono stati affidati alla Gdf nucleo di polizia tributaria e al Ros dei carabinieri. "Ancora non so nulla. Voglio capire meglio e poi replicherò", dice all'Adnkronos Alemanno in merito all'inchiesta. Polverini in una nota afferma: "Ho completa fiducia nella Magistratura e sono sicura che, se c'è una indagine, verrà provata la mia estraneità ai fatti". Nell'ambito dell'indagine che coinvolge i due politici sono stati mandati agli arresti domiciliari per lo stesso reato Fabio Ulissi, già collaboratore di Alemanno, e Giuseppe Verardi, ex manager della società di consulenze "Accenture". Al centro dell'indagine la disponibilità di 30mila euro che, secondo l'accusa, sarebbero stati accumulati con fatture false emesse dalla società Accenture per un sondaggio, mai realizzato, nel periodo delle elezioni regionali del Lazio poi vinte dalla Polverini.


Fonte: TMNews
Via: Adnkronos
Immagini: Dailymotion

Laziogate, Francesco Storace assolto in Appello: il fatto non sussiste

La Corte d'Appello di Roma ha assolto Francesco Storace dall'accusa di concorso in accesso abusivo in sistema informatico nell'ambito del cosiddetto Laziogate. "Sette anni di calvario e oggi scopriamo che questa vicenda, per la quale mi sono dimesso da ministro della Sanità e costata la corsa per la Regione Lazio, non sussiste... Alla luce di tutto ciò posso affermare che comunque non sono riusciti a togliermi la dignità". Così ha commentato Francesco Storace dopo la sentenza. Assolti con lui, con la formula "perché il fatto non sussiste", anche altre sei persone che a vario titolo furono coinvolte nella vicenda. I giudici della I Corte d'appello di Roma, presidente Eugenio Mauro, hanno fatto cadere le accuse anche nei confronti del suo ex portavoce Nicolò Accame, che in primo grado aveva avuto 2 anni. Assolti anche l'avvocato Romolo Reboa e Nicola Santoro, figlio del magistrato della commissione elettorale presso la Corte d’appello di Roma che escluse Alternativa Sociale dalle elezioni. In primo grado erano stati condannati ad un anno. Cadute le contestazioni anche per l'allora vicepresidente del consiglio comunale per An, Vincenzo Piso. Unica condannata, Tiziana Perreca, ex collaboratrice dello staff di Storace, che ha avuto 6 mesi per favoreggiamento. Confermata l'assoluzione di Daniele Caliciotti, ex dipendente di Laziomatica.

Fonte: Blitz Quotidiano
Via: TM News

Sicilia/ Crocetta: sono primo Governatore antimafia, basta corruzione

Con un astensionismo senza precedenti, l'europarlamentare del Pd Rosario Crocetta si è imposto sui suoi avversari diventando il nuovo presidente della Regione Siciliana. Il 61enne ex sindaco di Gela, supportato anche dall'Udc di Casini, subentra a

Voto scambio con 'ndrangheta: 20 arresti, anche assessore del Pirellone

L'assessore regionale lombardo alla Casa Domenico Zambetti (Pdl) è stato arrestato questa mattina dai carabinieri. Le accuse per lui sono voto di scambio, concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione. Insieme all'assessore lombardo è stato arrestato Ambrogio Crespi, fratello dell'ex sondaggista Luigi Crespi. Secondo l'accusa, avrebbe tenuto contatti con la malavita per garantire all'assessore voti di scambio. Avrebbe pagato 200 mila euro alla 'ndrangheta per acquistare un pacchetto di 4.000 preferenze. Sono una ventina le persone arrestate dai carabinieri di Milano nell'ambito dell'inchiesta. Delle altre persone la maggior parte sono state tradotte in carcere e due agli arresti domiciliari. Le cosche della 'ndrangheta avrebbero offerto e garantito voti anche a Sara Giudice, ex esponente del Pdl che creò la campagna anti-Nicole Minetti. E' quanto emerge dall'ordinanza di custodia cautelare emessa, tra gli altri, per l'assessore alla Casa. Le cosche si sarebbero presentate come cordata di imprenditori. A quanto pare, però, Sara Giudice era inconsapevole di quel che ci stava dietro e non è stata nemmeno indagata. A fare l'accordo con i mafiosi sarebbe stato il padre, Vincenzo Giudice, ma non c'è prova che anche lui sapesse con chi avesse a che fare.

Fonte: Adnkronos
Via: TM News

Scandalo Lazio, Polverini si dimette: le mie dimissioni sono irrevocabili

Renata Polverini si è dimessa da presidente della regione Lazio. Le sue dimissioni sono "irrevocabili", ha detto lei stessa in una conferenza stampa. Alfano aveva chiesto alla Polverini di non dimettersi, o almeno di non farlo prima che venisse votato il piano di tagli alla regione Lazio. Il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini, dal canto suo ha chiesto alla governatrice di dimettersi e di restituire la parola ai cittadini del Lazio con le elezioni. La governatrice ha spiegato di aver informato preventivamente delle sue intenzioni il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e il premier Mario Monti. Intanto, gli inquirenti hanno preso in esame i documenti del consiglio regionale del Pdl per accedere ai fondi. L'analisi è in parte simile a quella che stanno svolgendo i pm di Viterbo, che stanno verificando l'ipotizzata falsità di questi documenti contabili. A piazzale Clodio si sta studiando la normativa in materia fiscale. Lo studio e le verifiche continuano incessanti per capire se ci sono altri casi simili a quelli fatti emergere dalla magistratura a Viterbo. E' la stessa verifica che sta facendo la Procura della Repubblica di Viterbo che ha ascoltato come testimone indagato in reato connesso Franco Fiorito nell'affaire dei fondi regionali.

Via: TM News
Foto dal web

'Ndrangheta: operazione dei carabinieri, in manette 12 affiliati

I carabinieri del Ros hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Genova, su richiesta della locale Procura Distrettuale Antimafia. Si tratta di un'operazione che ha interessato anche Sarzana. Dodici le misure nei confronti di 12 indagati per associazione di tipo mafioso, ritenuti gli esponenti di vertice di proiezioni delle cosche della 'ndrangheta reggina in Liguria. I provvedimenti scaturiscono da una manovra di contrasto, avviata dal Ros nel 2008, che ha documentato le dinamiche associative che operavano sull'intero panorama ligure sotto il coordinamento criminale del capolocale di Genova Domenico Gangemi. Tra gli indagati Alessio Saso e Aldo Praticò, rispettivamente consigliere regionale e comunale del Pdl, con l'accusa di aver promesso favori elettorali alle elezioni regionali del 2010, nell'ambito dell'operazione "Maglio 3" dei carabinieri della sezione Anticrimine del Ros.