L'ordine pubblico è inteso come garanzia di pace e tranquillità. In tal senso assume un valore di sicurezza collettiva.
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Reggio, errori dei medici coperti con referti falsi: 11 indagati - video
Colorado, uomo armato assalta un consultorio per aborti: tre vittime
Un uomo armato con un fucile d'assalto ha aperto il fuoco in un centro di pianificazione familiare in Colorado, uccidendo tre persone e ferendone 11 prima di essere catturato dalla Polizia. L'uomo ha fatto irruzione nella clinica Planned Parenthood di Colorado Springs e ha
Varese: abusa della figlia per anni e la obbliga ad abortire, arrestato
Agenti della Squadra Mobile della Questura di Varese ha tratto in arresto, in esecuzione di fermo di indiziato di delitto disposto dal pm, un cittadino straniero, per violenza sessuale ai danni della propria figlia minorenne. L'indagine è stata avviata nella
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Ex compagna su Fb: Di Cataldo mi ha picchiata, lui nega tutto - video
Anna Laura Millacci, per 13 anni compagna di Massimo Di Cataldo, ha affidato a Facebook una storia pesante di violenze domestiche, e con un lungo post e foto scioccanti, del proprio volto tumefatto, accusa il cantante di botte e percosse ripetute: "Mi ha picchiata, tanto da farmi abortire". Lui nega tutto: "Questa storia non è vera, non capisco, è la madre di mia figlia, forse è una vendetta per la storia finita". E' la squadra mobile di Roma che sta conducendo le prime verifiche su questa denuncia pubblica via web per chiarire la veridicità della vicenda raccontata nei post e accertare l'autenticità delle foto pubblicate. Anche l'identificazione della donna è uno degli elementi ufficialmente da accertare, visto che al momento è data solo dall'iscrizione sul social network. Non è escluso che gli agenti decidano di ascoltare il cantante e l'ex compagna. La donna, visual artist che ha già una figlia col cantante, non ha denunciato le percosse a polizia o carabinieri, ma ha scelto il social network per raccontare una storia pesante di violenze domestiche. Spiegando di essersi decisa a renderla pubblica quando a seguito delle percosse ha abortito e tra gli autoscatti che ritraggono il suo volto ferito c'è anche quella terribile di un grumo di sangue che scivola in un bidet. "Queste foto che ho postato - scrive Anna Laura - sono di venti giorni fa. Ho pensato a lungo se farlo o meno. Ma credo nella dignità e nel rispetto delle donne. Ci sono donne che ogni giorno subiscono violenze e continuano a perdonare. Io il signor di Cataldo, faccia d'angelo e aspetto da bravo ragazzo, l'ho perdonato tante volte". Sul suo profilo Fb anche il cantante si sfoga: "Sono sconvolto. Come può una donna, madre di mia figlia, arrivare a tanto, alterando la realtà, solo perchè una storia finisce? Farò di tutto per tutelarmi, prima come uomo e poi come artista". "Sono sconvolto e deluso, non riesco a capacitarmi del motivo per cui lei abbia fatto questo, forse una ripicca nei miei confronti" ribadisce il cantante a SkyTG24.
Foto: Facebook
Usa/ Ariel Castro: mostro di Cleveland, rischia pena di morte - video
Il procuratore dell'Ohio Timothy McGinty, vuole chiedere la pena di morte per Ariel Castro, l'uomo che ha rapito e segregato per 10 anni tre donne a Cleveland. "La pena di morte è riservata per i criminali più depravati, che commettono omicidio aggravato nel corso di un rapimento. In questo caso, ha detto il procuratore, si potrebbero considerare omicidi gli aborti violenti a cui ha forzato una delle tre vittime". I capi di imputazione per Castro, ha aggiunto McGinty, potrebbero essere centinaia se non migliaia. L'uomo è stato incriminato formalmente, con una cauzione da 8 milioni di dollari, due milioni per ognuna delle sue vittime: le tre donne rapite e la bambina di sei anni nata da una di esse e cresciuta in cattività. Castro nel corso del primo interrogatorio avrebbe confessato rivelando diversi particolari della vicenda. Nella casa di Seymor Avenue vi furono almeno cinque gravidanze, tre delle quali non sono state portate a termine a causa della malnutrizione della mamma. L'unica bimba superstite sembrerebbe essere la figlia di Amanda Berry, di sei anni, definita dalla mamma "il suo regalo di Natale", riferendosi al giorno della sua nascita. Secondo altre indiscrezioni, pervenute alla tv locale WKYC, le tre ragazze venivano malmenate fino ad abortire, ogni volta che restavano incinte.
Via: TMNews
Foto dal web
Cassazione: è diritto dei genitori sapere se feto è malformato - video
I genitori hanno il diritto di essere informati della nascita di un bimbo malformato. Lo ha ribadito la Cassazione che a distanza di 18 anni dai fatti dispone un nuovo processo a favore di una coppia di Lucca alla quale era stato negato il risarcimento in seguito alla nascita del loro figlio affetto da spina bifide. I genitori non erano stati tempestivamente avvisati delle malformazioni del feto e in I grado il tribunale di Lucca aveva condannato il ginecologo a risarcire la coppia toscana con 600 mila euro. Risarcimento dalla Corte d'Appello di Firenze nel 2007. Ora i genitori del bambino nato con una malformazione hanno fatto ricorso in Cassazione sostenendo che una preventiva informazione avrebbe consentito alla gestante di esercitare il diritto di chiedere l'interruzione di gravidanza in base alla legge 194 del '78. Piazza Cavour ha accolto parzialmente il ricorso dei genitori e, disponendo dopo 18 anni dai fatti un nuovo processo davanti alla Corte d'Appello, ha evidenziato che "non c'è dubbio che primo bersaglio dell'inadempimento del medico è il diritto dei genitori di essere informati, al fine, indipendentemente dall'eventuale maturazione delle condizioni che abilitano la donna a chiedere l'interruzione di gravidanza, di prepararsi psicologicamente e, se del caso, anche materialmente, all'arrivo di un figlio menomato".
Fonte: Adnkronos
Via: La Stampa
Foto dal web
Fonte: Adnkronos
Via: La Stampa
Foto dal web
Taranto, neonata senza vita nascosta in un armadio: arrestata la madre
E' stata arrestata la donna di 25 anni, di Massafra, in provincia di Taranto, che lunedì sera ha dato alla luce una neonata del peso di 2,5 Kg e poi ha nascosto il corpicino senza vita in un armadio della camera da letto della sua abitazione. Le accuse a suo carico sono di infanticidio e occultamento di cadavere. Ora è piantonata in ospedale a Taranto. Le indagini sono state condotte da agenti della Questura di Taranto, in collaborazione con i carabinieri della Compagnia di Massafra. La donna lunedì sera è stata ricoverata all'Ospedale SS. Annunziata a causa di una forte emorragia, che i sanitari e il ginecologo hanno supposto fosse stata determinata da un parto al quale però non ha fatto alcun cenno. Prima sono state ritrovate macchie di sangue per tutta la casa e resti della placenta sotto il letto, poi il feto chiuso nell'armadio in una busta di cellophane insieme ad altri indumenti. Il corpicino era già interamente formato. Resta da capire se il bambino sia nato vivo e sia morto successivamente per mancanza di cure, o se si sia trattato di un aborto. La Procura nelle prossime ore affiderà l'autopsia al medico legale. Sono al vaglio le posizioni di altre persone che potrebbero essere coinvolte nella brutta vicenda.
Via: Adnkronos
Foto da video: Antenna Sud
Via: Adnkronos
Foto da video: Antenna Sud
Agrigento: feto dato per morto dal medico nasce vivo, aperta inchiesta
Ancor prima di nascere viene dato per morto dal medico di turno, ma in realtà, solo grazie ad una seconda ecografia, effettuata diverse ore dopo, si scopre che è vivo. Viene fatto nascere, e quindi salvato. E' accaduto la scorsa settimana all'ospedale
Bologna: partorisce due gemelli e ne getta uno nel cassonetto, indagata
Ha partorito un primo gemello in casa, lo ha avvolto in un sacchetto di plastica e lo ha gettato in un cassonetto, poi è andata all'Ospedale Sant'Orsola di Bologna dove ha dato alla luce il secondo. E' la prima ricostruzione di quanto accaduto questa notte a
Aborto, Consulta dichiara inammissibile ricorso contro legge 194 - video
Salva la legge italiana sull'aborto. Lo ha deciso la Corte Costituzionale che ha esaminato il ricorso presentato dal Giudice tutelare del Tribunale di Spoleto in merito al caso di una sedicenne, che aveva chiesto di sottoporsi a interruzione volontaria della gravidanza senza il
Marcia per la vita, migliaia manifestano a Roma contro l'aborto - video
Hanno sfilato in migliaia dal Colosseo a Castel Sant'Angelo con striscioni e palloncini clorati per dire no all'aborto. La Marcia per la vita, iniziativa nata l'anno scorso a Desenzano, è approdata a Roma, con il sindaco della Capitale, Gianni Alemanno, in prima fila alla testa del corteo. Alla "marcia" hanno aderito politici di diversi schieramenti (Pdl. Pd e Terzo Polo). Una manifestazione "aperta a tutti, senza distinzione di appartenenza partitica e di fede religiosa" in quanto, afferma una nota, "ha come unico scopo quello di difendere la vita dagli attacchi che subisce quotidianamente". Accanto al sindaco Alemanno, anche il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri: "Ho partecipato a Roma alla Marcia per la vita opportunamente promossa da tante associazioni per richiamare tutti a impegni fondamentali. Come parlamentare mi sento impegnato con convinzione nella difesa della vita e della famiglia. Dobbiamo dare risposte all'appello che questa bella manifestazione ci lancia con la presenza di migliaia di persone. La vita prima di tutto''. La legge sull'IVG in Italia è la cosiddetta legge 194.
Via: La Repubblica
Foto da video
Concordia, nuovi dubbi sul caso della naufraga che ha abortito
Una giovane donna incinta di 5 mesi avrebbe perso il proprio bambino per il forte stress subito dal naufragio della Concordia. La donna, assistita dall'avvocato Canzona, ha deciso di fare causa a Costa Crociere chiedendo in risarcimento 1 milione di euro. Ma la trasmissione di Striscia la Notizia ha smascherato un presunto falso durante il programma Domenica 5, registrato il 10 febbraio ma mai mandato in onda, sul caso Costa Concordia. L'inviato di Striscia, Jimmy Ghione, ha intervistato il modello Gabriele Bezzoli che ha ammesso di aver recitato la parte di un marito la cui moglie avrebbe perso un bambino in seguito al naufragio. Mediaset non è l'unica ad aver utilizzato dei falsi naufraghi. Durante la trasmissione Domenica in su Rai1 è stata trasmessa un'intervista ad una coppia di presunti sposini in crociera sulla Concordia. Alla fine si è scoperto che i due erano dei figuranti della Rai. Intanto emerge un'altra verità: non solo quelli non sono i veri naufraghi, ma i due passeggeri della Costa proprio non esisterebbero. I nomi fatti dall'avvocato infatti non comparirebbero nella lista della Concordia.
Via: Libero Quotidiano
Naufragio Concordia: incinta perde bimbo e chiede 1 milione euro
Una sopravvissuta della crociera sulla nave 'Concordia', in stato di gravidanza, ha dovuto abortire dopo il naufragio e ha avviato una causa di risarcimento con la quale chiede 1 milione di euro di danni alla compagnia Costa. I ginecologi dell’ospedale le hanno spiegato che il distaccamento del feto dall’utero e il conseguente aborto è stato determinato dallo stress subito. Tra l’altro la scialuppa sulla quale la donna è stata tratta in salvo è anche andata a sbattere contro gli scogli. La protagonista della storia è C. M., trentenne milanese, impiegata in una azienda privata capitolina da qualche mese, al quinto mese di gravidanza, aveva deciso di fare la crociera con il compagno Augusto, commercialista romano quarantenne. Entrambi sono scampati al naufragio nella terribile notte del Giglio. La giovane donna ha contattato i legali di famiglia, Avv.Cristiano D'Aveta, Marco Angelozzi e Giacinto Canzona , raccontando l'accaduto e dando mandato agli stessi di richiedere alla Costa Crociere il risarcimento dei danni morali, materiali e biologici subiti per un ammontare di circa un milione di euro. I legali che chiederanno alla Compagnia di navigazione il risarcimento di tutti i danni tramite una class action.
Fonte: La Stampa
Foto dal web
Genitori dal giudice per far abortire figlia, 16enne sceglie interruzione
Ha rinunciato a portare avanti la gravidanza la sedicenne i cui genitori si erano rivolti al Tribunale dei minori di Trento per farla abortire. La ragazza, rimasta incinta del suo fidanzatino albanese, era determinata a tenere il bambino tanto che i suoi genitori si erano rivolti ai giudici perché lei rinunciasse a quel figlio. In particolare, i familiari della sedicenne chiedevano che il Tribunale dei minori imponesse alla ragazza di abortire o che, in subordine, allontanasse da lei il ragazzo albanese del quale si era innamorata, sostenendo che lui la picchiasse e a supporto di queste accuse vi sarebbero stati diversi lividi sulle braccia della ragazza. Ma la sedicenne, insistendo con il magistrato Fabio Biasi aveva dichiarato di essere innamorata dell'albanese e di essere disposta a tutto pur di tenere il bambino e di costruirsi una famiglia in futuro.. Dopo che il magistrato aveva spiegato ai genitori che non si poteva imporre alla ragazza di abortire, la famiglia era tornata a casa con convinzione di tenere il bambino. Poi è successo qualcosa. La ragazza ha cambiato idea e negli ultimi giorni ha deciso di mettere fine alla gravidanza. Ed ha pure deciso, di conseguenza, di non vedere piu' il fidanzatino straniero.
Via: AGI
Via: AGI
Aborti clandestini, blitz della polizia: denunciata donna cinese
La polizia ha denunciato a Rovigo una donna cinese, Defei Hu, che praticava aborti clandestini in un appartamento adibito ad ambulatorio medico in pieno centro cittadino. Le ipotesi di reato sono esercizio abusivo della professione medica,
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